Dopo una seduta di moderato ribasso per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, deprezzatosi dello 0,33% martedì), alla riapertura degli scambi in Asia l'andamento negativo è proseguito, per quanto in modo più contrastato. Seppure il rallentamento della diffusione del Covid-19, in particolare in Europa, sembra proseguire, prosegue anche inesorabile la conta dei morti, mentre crescono i timori sull'impatto dell'epidemia sull'economia globale. Martedì il Giappone ha dichiarato lo stato d'emergenza per Tokyo e Osaka ma anche per le prefetture di Kanagawa, Saitama, Chiba, Hyogo e Fukuoka. Sui mercati la tendenza contrastata è confermata dalla perdita superiore all'1% toccata in avvio di giornata dall'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che successivamente è tornato però intorno alla parità.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in deciso recupero e il parallelo indebolimento dello yen sul biglietto verde sostiene la performance di Tokyo: il Nikkei 225 guadagna infatti il 2,13% (fa peggio l'indice più ampio Topix, in progresso comunque dell'1,59%). Sul fronte macroeconomico, in febbraio gli ordini di macchinari industriali core hanno registrato in Giappone un declino del 2,4% annuo, in peggioramento rispetto al precedente calo dello 0,3% ma sopra alla contrazione del 2,9% attesa dagli economisti. In marzo, invece, l'indice Economy Watchers è crollato a 14,2 punti dai 27,4 punti di febbraio contro i 22,4 punti attesi dagli economisti.

Lo scorso mese le riserve in valute estere della Cina sono calate a 3.061 miliardi di dollari dai 3.107 miliardi di febbraio, contro i 3.100 miliardi del consensus di Reuters. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in declino di circa lo 0,20% e lo 0,40% rispettivamente, contro una flessione intorno allo 0,20% anche per lo Shenzhen Composite. Male Hong Kong: l'Hang Seng registra infatti una contrazione superiore all'1% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in calo di circa l'1,40%). Rialzo di poco meno dell'1% a Seoul per il Kospi mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 ha perso lo 0,86% in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)