Dopo una chiusura d'ottava contrastata per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Nasdaq, deprezzatosi venerdì dello 0,87%), la tendenza mista è proseguita con l'inizio della nuova settimana in Asia. Mentre Tokyo rimane chiusa per la celebrazione del Yama no Hi (Giorno della Montagna), sui mercato continuano a farsi sentire le tensioni tra Washington e Pechino, dopo che Donald Trump ha firmato due ordini esecutivi per bandire in Usa oltre alla nota app TikTok anche la piattaforma di messagistica WeChat di Tencent Holdings. Il Congresso ha invece raccomandato che a partire dal 2002 le società estere quotate a Wall Street vengano sottoposte ad audit pubblici in Usa. Fattori rialzisti sono invece soprattutto i dati macroeconomici in arrivo dagli Usa (in particolare quelli relativi al mercato del lavoro) ma anche dalla stessa Cina. Il clima contrastato viene comunque confermato dall'andamento altalenante dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

In luglio il tasso d'inflazione ha registrato in Cina una crescita al 2,7% annuo dal 2,5% di giugno, in linea con il consensus del Wall Street Journal. I prezzi alla produzione sono invece calati del 2,4% annuo, in miglioramento rispetto al declino del 3,0% di giugno e contro il ribasso del 2,6% atteso dagli economisti. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa l'1,20% e lo 0,80% rispettivamente, contro una crescita intorno allo 0,60% per lo Shenzhen Composite. In negativo invece Hong Kong: l'Hang Seng perde infatti circa lo 0,10% (e l'andamento è sostanzialmente uguale per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica). Il Kospi di Seoul segna un rialzo ampiamente superiore all'1% mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 guadagna l'1,76% in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)