Dopo una chiusura d'ottava in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,75% venerdì), con la nuova settimana la tendenza ha invece virato in positivo in Asia, grazie soprattutto all'ottimismo circa lo sviluppo di farmaci per combattere l'epidemia di coronavirus. La settimana si era chiusa con l'annuncio di Pfizer della presentazione presso la U.S. Food and Drug Administration (Fda) della richiesta per l'Emergency Use Authorization (Eua, autorizzazione per uso d'emergenza) del vaccino cui sta lavorando insieme alla tedesca BioNTech e domenica fonti del governo americano hanno dichiarato che potrebbe già essere somministrato agli operatori sanitari per metà dicembre. Il risultato è stato un guadagno intorno allo 0,70% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove su nuovi massimi storici.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, ha toccato una flessione dello 0,20% (sui minimi dall'aprile 2018) a fronte di un apprezzamento di circa lo 0,10% dello yen sul biglietto verde. Perde invece nei confronti del dollaro lo yuan, dopo che lo U.S. Department of Commerce (DoC, il ministero del Commercio di Washington), secondo quanto riporta Reuters, avrebbe preparato una lista di 89 aziende cinesi, dell'aerospaziale ma non solo, considerate legate all'apparato militare di Pechino cui l'amministrazione di Donald Trump vorrebbe vietare l'acquisto di prodotti e tecnologie Usa.

Mentre Tokyo rimane chiusa per la celebrazione del Kinr?-Kansha no hi (la Festa del lavoro e del ringraziamento), le piazze della Cina continentale vanno in deciso recupero. In chiusura, infatti, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano l'1,09% e l'1,25% rispettivamente, contro il rialzo dello 0,74% dello Shenzhen Composite. Frena Hong Kong: a meno di un'ora dal termine degli scambi l'Hang Seng si muove infatti appena sotto la parità (l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica segna invece un incremento di circa l'1%). Netto progresso dell'1,92% per il Kospi di Seoul mentre a Sydney è stato dello 0,34% il guadagno dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)