Dopo una seduta contrastata per Wall Street (dei tre principali indici Usa in positivo giovedì solo il Nasdaq, apprezzatosi dello 0,42%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata invece di generalizzato recupero, come confermato dal guadagno intorno allo 0,40% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, reduce dallo scivolone dell'1,80% della precedente sessione. I timori legati alla guerra commerciale lanciata da Donald Trump, che avevano subìto un'impennata in relazione alla vicenda Huawei, hanno perso di forza dopo che lo stesso Trump su Twitter si è detto fiducioso che un accordo con Pechino possa essere raggiunto nei prossimi 90 giorni. Principale fattore ribassista in Asia è invece il nuovo deprezzamento del petrolio (il Wti è tornato sotto quota 52 dollari il barile), in seguito al nulla di fatto nel meeting di Vienna dell'Opec.

Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è sostanzialmente invariato dopo essersi deprezzato dello 0,30% giovedì ma il parallelo calo dello 0,20% dello yen sul biglietto verde ha contribuito a sostenere la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 in chiusura segna infatti un rialzo dello 0,82% (ha fatto peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,61%). Sul fronte macroeconomico, la spesa delle famiglie in Giappone è calata dello 0,3% annuo in ottobre, dopo il precedente declino dell'1,6% e contro l'incremento dell'1,1% del consensus.

La sessione è stata invece maggiormente contrastata per le piazze cinesi, che si sono mosse in modo altalenante intorno alla parità. Alla fine lo Shanghai Composite ha segnato un rialzo dello 0,03% a fronte di uno Shanghai Shenzhen Csi 300 invariato e della flessione dello 0,01% dello Shenzhen Composite. Sulla parità anche Hong Kong: a poco meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti solo in marginale progresso (fa ampiamente peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, la cui contrazione è di circa lo 0,50%). A Seoul è stato invece dello 0,34% l'apprezzamento del Kospi, mente a Sydney l'S&P/ASX 200 ha guadagnato lo 0,42% in chiusura.