Dopo una seduta di recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dell'1,35% mercoledì), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza in positivo è proseguita. Le rassicurazioni del chairman della Federal Reserve Jerome Powell hanno sortito effetto anche sui mercati asiatici. Powell, parlando davanti alla commissione Financial Services dell'House of Representatives (la Camera Usa), ha ribadito quanto già dichiarato il giorno precedente al Senato: la Fed non inizierà ad alzare i tassi d'interesse fino a quando non sarà sicura di avere raggiunto gli obiettivi d'inflazione e piena occupazione. A contribuire alla tendenza rialzista anche l'ulteriore ottimismo sui vaccini contro il Covid-19: in questo caso buone notizie sono arrivate per quello sviluppato da Johnson & Johnson, che dovrebbe ottenere a breve il via libera per l'uso d'emergenza da parte della U.S. Food and Drug Administration (Fda). E il risultato è stato un progresso superiore all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso come lo è lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l'1,67% (ha fatto peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dell'1,22%). Sul fronte macroeconomico, Bank of Korea ha lasciato invariati i tassi d'interesse sullo 0,50% per il sesto meeting consecutivo. Si tratta del livello più basso da quando nel 1999 venne introdotto l'attuale sistema di politica monetaria. L'istituto centrale stima un'espansione dell'economia sudcoreana del 3% nel 2021, dopo la contrazione dell'1% registrata lo scorso anno. Il Kospi ha chiuso in rally del 3,41% a Seoul.

Più contrastata la giornata per le piazze della Cina continentale. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano infatti lo 0,59% entrambi, a fronte però di una contrazione dello 0,51% per lo Shenzhen Composite. Molto bene Hong Kong: l'Hang Seng segna infatti un progresso di circa l'1,50% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un incremento superiore al 2%). Mentre i corsi del greggio tornano sui massimi degli ultimi 13 mesi, a Sydney è stata dello 0,83% la crescita dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)