Dopo una seduta contrastata per Wall Street (in progresso dei tre principali indici newyorkesi il solo Nasdaq, apprezzatosi mercoledì dello 0,32%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata invece di generalizzato recupero, sul rinnovato ottimismo per una soluzione pacifica della guerra commerciale lanciata da Donald Trump contro la Cina. Il South China Morning Post ha scritto che Washington e Beijing starebbero lavorando a un accordo che scongiuri l'introduzione di dazi su ulteriori 300 miliardi di dollari di merci made in China. Il tutto, ovviamente, in vista del cruciale incontro previsto per sabato tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, in occasione del summit del G20 a Osaka di 28-29 giugno. Il risultato è stato un guadagno intorno allo 0,60% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso ma il parallelo declino dello 0,20% dello yen sul biglietto verde contribuisce alla sessione positiva di Tokyo. In chiusura il Nikkei 225 segna infatti un rialzo dell'1,19% (performance simile per l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dell'1,23%).

Sul fronte macroeconomico, in maggio le vendite retail sono cresciute in Giappone dell'1,2% annuo, in accelerazione rispetto al progresso dello 0,4% della lettura finale di aprile e in linea con il consensus. Su base mensile rettificata stagionalmente le vendite al dettaglio sono invece salite dello 0,3% contro il precedente declino dello 0,1% e il progresso dello 0,6% atteso dagli economisti. Segnali positivi per l'economia di Pechino: i profitti del settore industriale sono calati in Cina del 2,3% annuo nei primi cinque mesi del 2019, contro il declino del 3,4% del periodo gennaio-aprile. Nel solo mese di maggio i profitti sono però saliti dell'1,1% annuo, contro la contrazione del 3,7% di aprile.