Sopra il riferimento il colosso statunitense delle telecomunicazioni e dei media *AT&T *oggi a Wall Street. Il titolo passa di mano a 31,12 dollari con un vantaggio dello 0,03 per cento.

I risultati della campagna di boicottaggio lanciata ieri dal presidente USA Donald *Trump *in un tweet appaiono nulli, se non addirittura di segno contrario alle posizioni della Casa Bianca. Utile riassumere il caso, anche perché tralica il messaggio estemporaneo presidenziale. Mentre era in visita nel Regno Unito (cui suggeriva una "no deal Brexit" senza versare i 40-55 miliardi di euro dovuti all'UE per gli impegni presi) Trump ha affermato in un tweet (ma quelli dedicati all'argomento erano almeno due): "Penso che se la gente smettesse di usare o sottoscrivere nuovi contratti con AT&T, loro sarebbero costretti ad attuare grandi cambiamenti nella CNN, che comunque sta scadendo. E' così ingiusta, con tante pessime Fake News! Perché non intervengono. Quando il mondo guarda la CNN si fa un'idea sbagliata degli Stati Uniti. Triste!".

L'attacco (poco efficace, almeno per ora, sui corsi di Borsa) alla AT&T era dunque diretto principalmente alla CNN, da tempo invisa al presidente USA che già si era pubblicamente rifiutato di rispondere alle domande del suo inviato Jim Acosta in passato proprio durante una conferenza stampa con Theresa May.

La questione però si allarga agli assetti proprietari di un colosso dei media statunitensi, soprattutto dopo che AT&T *ha ottenuto il via libera all'acquisizione di *Time Warner *che si è completata in una fusione da 85 miliardi di dollari* lo scorso giugno 2018 battezzando la nuova WarnerMedia. Quest'ultima controlla appunto la CNN (oltre a colossi come Warner Bros, HBO, Cinemax, TNT e tanto altro).