A Piazza Affari la seduta odierna prosegue in ribasso per Atlantia che, pur avendo recuperato qualche posizione dai minimi intraday, resta saldamente ancorato al segno meno, mostrando una maggiore debolezza relativa rispetto al Ftse Mib.

Il titolo, dopo aver guadagnato ieri circa un punto percentuale, oggi arretra dell'1,97% a 20,43 euro, con quasi 800mila azioni scambiate fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 1,78 milioni di pezzi.

Atlantia perde terreno senza trovare alcun sostegno nelle indiscrezioni riportate dalla stampa da cui si apprende che Italia Viva ha presentato un emendamento che cancella la norma di trasferimento transitorio ad Anas della gestione delle concessioni autostradali in caso di revoca della concessione.

Secondo il Messaggero, da Atlantia non trapela nulla e se non vi sarà una modifica dell’art. 35 del mille proroghe entro il 28 febbraio, data di conversione del decreto, scatterà la risoluzione del contratto.

Il tempo per negoziare rimarrebbe perché Autostrade per l'Italia avrebbe altri 6 mesi prima della restituzione formale della concessione.

Secondo l'articolo 9 bis della concessione, ASPI può esercitare la risoluzione del contratto entro 30 giorni dalla modifica per legge del contratto e quindi questa data potrebbe essere il 30 gennaio, cioè 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta del decreto milleproroghe, avvenuta lo scorso 30 dicembre.

Infine, secondo il Messaggero il Governo deciderà il 30-31 gennaio sulla revoca della concessione ad ASPI.
Per gli analisti di Equita SIM sarà quindi importante verificare cosa succederà nei prossimi giorni da parte di ASPI ed il Governo, oltre al contenuto dell’emendamento di Italia Viva, e quindi cosa accadrà con la conversione del decreto stesso che dovrà avvenire entro la fine di febbraio.