A poco più di 5 mesi dalla tragedia consumatasi in quel di Genova, si torna a parlare del crollo del ponte Morandi.
Secondo il Sole 24 Ore, nel rapporto dell’Empa, il laboratorio svizzero che ha esaminato i reperti del Ponte per l’Autorità giudiziaria, emerge che non sarebbero stati gli stralli a causare il crollo del Ponte di Genova.
La conclusione sarebbe che il cedimento sia dovuto ad un altro componente del viadotto che ha causato la rottura della Pila 9. Potrebbe essere stato l’impalcato a cassettone che sosteneva la carreggiata a cedere per primo.
Anche la commissione del Ministero dei Trasporti aveva sostenuto che le cause del crollo non fossero gli stralli.
Il Sole 24 Ore conclude sottolineando che l’impalcato a cassone potrebbe essere stato il primo a cedere, magari a causa del concorso di un fattore esterno non dipendente da Autostrade per l'Italia.
Gli analisti di Equita SIM fanno notare che non esistono però immagini sul crollo e quindi sarà facile prevedere battaglia fra le parti sulle cause della caduta del ponte.
In attesa di novità la SIM milanese mantiene una view cauta su Atlantia, con una raccomandazione "hold" e un prezzo obiettivo a 22,7 euro.
Intanto il titolo oggi ha messo a segno la quinta seduta consecutiva in rialzo, terminando gli scambi a 20,9 euro, con un rally del 2,90% e quasi 1,9 milioni di azioni transitate sul mercato contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 1,4 milioni di pezzi.