Forte rialzo a Piazza Affari nella prima seduta della nuova ottava. Il FTSE Mib ha chiuso con un progresso del 2,47%, FTSE Italia All-Share +2,32%, FTSE Italia Mid Cap +1,53% e FTSE Star +1,78%.
Il rialzo è stato guidato dai titoli del comparto bancario ma i segni positivi hanno prevalso nettamente su quasi tutti i titoli del principale listino di Piazza Affari, ad eccezione di Atlantia (-1,15%) e Diasorin (-0,18%).
UniCredit ha guadagnato il 5,45%: restano attive le indiscrezioni sul consolidamento del settore bancario in Italia. Secondo altri rumor la joint venture assicurativa paritetica con Aviva +5,0% potrebbe essere presto ceduta a 600 milioni di euro circa: il lizza sembra ci siano Allianz +3,4%, Unipol +2,62%, Generali +3,94% e alcuni private equity (Cinven, Blackstone).
In forte recupero anche i titoli del comparto petrolifero con il prezzo del del future sul WTI risalito oltre i 40 dollari. Saipem si è messa in particolare evidenza archiviando la giornata con un progresso del 6%. L'a.d. Stefano Cao intervistato da Repubblica ha ribadito che il processo di transizione energetica degli ultimi anni ha profondamente modificato il business del gruppo controllato da Eni e Cdp (quindi in sostanza dal Tesoro). Oggi solo il 27% delle commesse di Saipem sono legate al petrolio e il 90% dei nuovi ordini acquisiti nel primo semestre riguardano il settore non-oil. Ma non c'è solo l'energia nel futuro di Saipem: un ruolo importante potrebbe essere coperto dall'attività di realizzazione di infrastrutture. Cao ha rivelato anche l'esistenza di un progetto per l'attraversamento dello Stretto di Messina con un tunnel galleggiante sommerso.
Best performer tra le Bluechips Amplifon (+6,14%) che ha toccato nuovi record assoluti approfittando della decisione della concorrente Sonova (+14,38% alla borsa svizzera) di migliorare le previsioni su ricavi ed EBITA dell'esercizio 2020-2021.
Bene anche FCA +3,97%. Equita conferma la raccomandazione buy sul titolo. Il Lingotto e PSA avrebbero proposto alcune concessioni per superare i timori dell'antitrust UE sul progetto di fusione. Secondo indiscrezioni PSA potrebbe concedere a Toyota una maggiore quota di capacità produttiva nella joint venture nei monovolume.
Tra gli altri titoli da segnalare il calo di Webuild (la ex Salini Impregilo) -5,52% scivolata sui minimi da marzo dopo che un lodo arbitrale dall'International Chamber of Commerce (ICC) ha stabilito che il consorzio GUPC (di cui fa parte il gruppo) dovrà restituire Autoridad del Canal de Panama circa 210 dei 227 milioni di euro pagati a GUPC su precedente decisione del Dispute Adjudication Board. Secondo Equita la quota Webuild da restituire ammonta a circa 80 milioni di euro ma il gruppo, si legge nel comunicato, aveva prudenzialmente allocato "le risorse finanziarie per far fronte alla restituzione delle somme previste". In sostanza l'effetto sui conti di Webuild dovrebbe essere trascurabile ma gli analisti del broker fanno notare che la notizia riporta in primo piano il contenzioso: quest'ultimo si conferma fonte di rischi e volatilità.

(AC - www.ftaonline.com)