Piazza Affari inizia la nuova settimana con un perentorio rialzo, in attesa del voto Usa. FTSE MIB +2,55%, FTSE Italia All-Share +2,43%, FTSE Italia Mid Cap +1,62%, FTSE Italia STAR +1,76%. BTP e spread stabili. Il rendimento del decennale segna 0,72% (chiusura precedente a 0,72%), lo spread sul Bund 135 bp (da 134) (dati MTS).
Due ore dopo l'apertura di Wall Street gli indici americani sono positivi: S&P 500 +1,41%, NASDAQ Composite +0,6%, Dow Jones Industrial +1,72%. Nel pomeriggio l'Institute for Supply Management ha reso noto che nel mese di ottobre l'Indice ISM Manifatturiero è salito a 59,3 punti dai 55,4 punti registrati a settembre. Il dato e' risultato nettamente superiore alle attese degli analisti che avevano stimato un valore pari a 55,8 punti.
Brusca inversione di rotta per i petroliferi che cancellano i ribassi iniziali e balzano in avanti: il greggio accelera al rialzo dopo aver toccato i minimi da fine maggio-inizio giugno. Il future gennaio sul Brent segna 38,3 $/barile (da 35,70 circa), il future dicembre sul WTI 36,15 $/barile (da 33,60 circa). Eni +5,84%, Tenaris +5,23%, Saipem +7,63%.
Banca Mediolanum +5,46% a 6,18 euro: Mediobanca migliora il giudizio sul titolo a outperform con target a 7,10 euro.
Amplifon +3,68% a 32,36 euro: Jefferies conferma la raccomandazione buy e incrementa il target a 36,00 euro.
In forte rialzo i titoli del comparto bancario. Banca MPS +8,32%, secondo indiscrezioni di stampa il Tesoro avrebbe proposto a UniCredit +3,2% una serie di incentivi per acquisire il controllo di Rocca Salimbeni. Ricordiamo che lo Stato italiano è primo azionista di MPS con circa il 68% e, in base agli impegni presi in occasione della ricapitalizzazione autorizzata dalla UE come aiuto di Stato temporaneo, entro fine anno deve indicare il percorso di uscita dal capitale della banca, percorso da completare entro il 2021. A quanto pare il Tesoro ha prospettato a UniCredit una ricapitalizzazione da 2,0-2,5 miliardi di euro (a carico dello Stato) e attività fiscali differite per oltre 3 miliardi. Negli ultimi mesi, sempre secondo i rumor, il Tesoro ha sondato diversi istituti nel tentativo di trovare un partner con UniCredit target principale, trovando però scarso riscontro: l'a.d. Jean Pierre Mustier, avrebbe infatti chiesto compensazioni in contanti (si era parlato di circa 3 miliardi di euro) per rendere neutrale l'impatto dell'operazione sul capitale della banca e per tutelarsi da richieste danni per totali 10 miliardi di euro a carico dell'istituto senese. Nelle ultime settimane il dossier-cause legali di MPS si è però "arricchito" ulteriormente dopo la condanna degli ex vertici Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, tanto che giovedì il cda ha deciso di "cambiare la classificazione da "possibile" a "probabile" in merito ad una serie di controversie legali e richieste stragiudiziali". Per oggi è convocato un cda straordinario per decidere l'ammontare degli accantonamenti da appostare: si parla di circa 400 milioni di euro.
Banca Sistema +6,78% in crescita dopo i risultati al 30 settembre pubblicati venerdì scorso. L'utile netto nel terzo trimestre si è attestato a 7,4 milioni di euro contro i 10,3 milioni dello stesso periodo del 2019. Buoni i risultati commerciali: la business line factoring nei nove mesi ha realizzato volumi pari a 2.183 milioni, in crescita del 4% a/a, con un +10% a/a nel terzo trimestre.
Da segnalare il rally di Enertronica +22,7% in scia all'accordo definitivo per la fornitura di 190 MW di inverter fotovoltaici che saranno utilizzati per la realizzazione del più grande impianto fotovoltaico attualmente esistente in Colombia. Le attività di fornitura saranno principalmente concentrate nel corso del 2021 e, pertanto, gli effetti economici della commessa sull'esercizio 2020 non saranno particolarmente rilevanti.
In contro tendenza invece Nexi -2,58%: il gruppo stamattina ha ufficializzato di aver "concordato con Nets un periodo di esclusiva delle negoziazioni per raggiungere, nei prossimi 10 giorni, un possibile accordo vincolante tra le parti per un'operazione di fusione tra i due gruppi attivi nel settore dei pagamenti digitali in Europa". L'operazione verrà realizzata interamente attraverso uno scambio azionario e "si inquadrerebbe nel contesto del rapido consolidamento in atto a livello internazionale ed europeo nel settore dei pagamenti digitali, già prospettato nell'ambito dell'annunciata operazione di fusione con SIA". Secondo indiscrezioni di Reuters il valore dell'operazione si aggira intorno agli 8,5 miliardi di euro.
Pesante ribasso anche per Recordati -3,84% che prosegue il ribasso partito venerdì, all'indomani della pubblicazione di dati poco incoraggianti. Nel terzo trimestre i ricavi sono in calo del 6,6% a/a e dello 0,6% nei primi nove mesi 2020 (quindi trend in peggioramento). L'EBITDA scende del 2,0% a/a nel trimestre, mentre è in crescita del 7,1% nei nove mesi (anche qui si evidenzia una tendenza debole).

(AC - www.ftaonline.com)