Per Banca Carige bisognerà attendere i primi giorni di aprile o al massimo la metà del mese per conoscere quali saranno le offerte vincolanti che verranno presentate per il salvataggio.

Il destino della banca ligure però sembra in qualche modo già segnato visto che, sulla scia anche dei rumors circolati non più tardi di venerdì scorso, si profila sempre più una soluzione finanziaria più che industriale.

Stando alle ultime indiscrezioni infatti le banche dovrebbero essere fuori dalla partita che invece sarà giocata dai fondi: si parla in particolare di due cordate, una guidata da BlackRock e assistita da Mediobanca e l'altra da Varde Partners, con la consulenza di Lazard.

Lo scoglio da superare in ogni caso è quello di crediti deteriorati di Banca Carige che, includendo anche gli unlikely to pay, sono pari a 3,5 miliardi di euro.

Secondo quanto scrive oggi Affari & Finanza, i non performing loans sono la chiave di volta per il futuro della banca ligure. Se da una parte i crediti deteriorati sono il vero ostacolo al rilancio, dall'altra rappresentano un asset strategico per i nuovi azionisti.

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