Banca Mps in netta controtendenza questa mattina. In generale ai mercati e' piaciuto il risultato delle elezioni regionali che allontana il rischio di una nuova fase di instabilita' politica in Italia. Si ridimensiona lo spread e ne approfittano le banche, Mediobanca Securities ha confermato il rating outperform per Unicredit, Ubi Banca e Credem (su Intesa Sanpaolo la raccomandazione e' underperform). Le banche del Ftse Mib sono pero' appesantite dall'andamento generale della borsa, spaventata dall'ipotesi che una diffusione a macchia d'olio del virus cinese possa danneggiare l'economia globale, mentre i titoli al di fuori del Ftse Mib, come Monte Paschi (che infatti al momento guadagna il 2,6% circa a 1,836 euro ma che ha anche toccato un massimo intraday a 1,877 euro), risentono meno delle correlazione con l'andamento generale dei listini. Monte Paschi poi puo' avvantaggiarsi di una fase di stabilita' politica, a breve la Commissione Europea si pronunecera' sul piano di riduzione del rischio che la banca ha presentato al Tesoro e in caso il piano possa andare avanti il Tesoro sara' in condizione di uscire dal capitale della banca stessa. E a quel punto Mps, alleggerita dai crediti deteriorati, passerebbe da Cenerentola a sposa desiderabile e entrare nel gioco delle aggregazioni che probabilmente vedra' protagoniste nei prossimi mesi anche Banco Bpm e Ubi Banca. Un segnale grafico di forza verra' inviato da Mps solo oltre 1,95, dove si collocano i massimi di gennaio e il 38,2% di ritracciamento del ribasso (percentuale di Fibonacci) dal picco di maggio 2018. Resistenze successive a 2,23 e a 2,53 euro. Sotto 1,75 invece rischio di ripiegamenti fino a 1,60 almeno (ma anche sulla base del gap del 10 gennaio a 1,457) prima di nuovi tentativi di rimbalzo.