Ancora forti acquisti sui titoli bancari a Piazza Affari nel pomeriggio. L'indice Ftse Italia Banche guadagna l'1,84% e sono di istituto di credito i migliori titoli del Ftse Mib in queste ore. Banco BPM guadagna il 6,82% e sembra avvantaggiarsi del rispolverato clima di M&A nel settore anche grazie a recenti dichiarazioni in tal senso dell'ad Giuseppe Castagna. Il quotidiano MF stamane ha riportato i rumors di contatti tra Unicredit *(+3,63%) e *Banco BPM in vista di un'eventuale fusione, che scarterebbe le recenti ipotesi alternative di una fusione tra Unicredit ed *MPS *(+0,66%). Banco BPM ha però smentito contatti in corso, allo stato attuale, con Piazza Gae Aulenti.

Di certo allo stato attuale resta in vista la scadenza del 2021 per l'uscita dello Stato da Banca Mps (anche il se il numero uno della potente sigla sindacale bancaria Fabi Lando Silleoni chiede di domandare all'Europa un rinvio di un anno). Di certo la prevista scissione non proporzionale dei deteriorati di MPS in favore di Amco, se dovesse passare alla prossima assemblea del 4 ottobre 2020 (e probabilmente passerà dato il 68,24% di MPS in mano al Ministero dell'Economia che controlla al 100% Amco), sarebbe una rivoluzione patrimoniale per Siena che si vedrebbe ben più pronta e appetibile per la privatizzazione chiesta dall'Europa. Il piano di scissione punta infatti a portare in AMCO sofferenze nette per 2,31 mld, UTP netti per 1,84 mld in termini di attività e le passività da 3,179 mld del bridge loan con JP Morgan oltre a patrimonio per 1,08 mld. Una riperimetrizzazione del Monte che dovrebbe tagliare il Gross NPE ratio dal 12,4 al 4,3% e il Texas ratio dall'86 al 43% circa) migliorando anche i ratio patrimoniali Cet 1.
Ovviamente ci sono delle condizioni però, per esempio quella che il diritto di vendita o quello di recesso non superino un ammontare di 150 milioni di euro. Fra l'altro il diritto di vendita/recesso è stato posto a € 1,339 per azione Mps, contro valutazioni odierne di 1,365 euro. Servirebbero dunque oltre 112 milioni di titoli portati in vendita o recesso, ossia più del 9,8% del capitale contrario all'operazione.

A Milano *Bper *segna un +5,71%, secondo Il Sole 24 Ore di oggi l'aumento di capitale da 800 milioni di euro potrebbe essere lanciato il 5 ottobre prossimo, il giorno dopo dell'assemblea di MPS. A Milano si mette in luce anche *Finecobank *(+2,15%) mentre *Mediobanca *cede lo 0,12% e *Intesa *lo 0,17 per cento.

(GD - www.ftaonline.com)