In una giornata segnata da realizzi diffusi sull'intero settore bancario, a Piazza Affari ha spiccato in negativo il pesante tonfo di Banco BPM, che ha concluso gli scambi nell'ultima posizione tra le blue chips milanesi interrompendo bruscamente un fase di robusti rialzi che durava da oltre una settimana.

Il titolo, dopo aver archiviato la sessione di ieri in progresso di oltre due punti e mezzo percentuali, ha quest'oggi ingranato la retromarcia fin dalla prima fase di contrattazioni, avviando una costante discesa che lo ha fatto precipitare nel momento peggiore della seduta fino a un minimo intraday a quota 1,8250 euro.

Dopo essere stato anche brevemente sospeso per eccesso di ribasso, il titolo si è fermato al close a 1,8320, con un affondo del 5,56% alimentato da forti volumi di scambio, visto che sono transitate sul mercato oltre 84 milioni di azioni, ben al di sopra della media degli ultimi tre mesi pari a circa 27,1 milioni di pezzi.

Con i ribassi di oggi, Banco BPM brucia quasi del tutto i forti guadagni registrati nelle ultime sei sedute, durante le quali aveva messo a segno un rally del 7% salendo dagli 1,814 euro registrati al close di mercoledì 25 settembre agli 1,94 euro di ieri pomeriggio.

La concentrazione dei venditori sul titolo è da attribuire peraltro proprio a fisiologiche prese di profitto degli investitori dopo la corsa del titolo in questo periodo a cavallo tra settembre e ottobre, durante il quale l'istituto nato dalla fusione tra Banco Popolare e Popolare di Milano ha beneficiato delle indiscrezioni relative a un possibile coinvolgimento in operazioni di M&A.