"La pandemia di coronavirus continua ad avere un impatto straordinariamente ampio sulle finanze pubbliche dell'area dell'euro". Lo si legge nel bollettino economico della Bce dove si segnala anche un aumento significativo del disavanzo di bilancio delle amministrazioni pubbliche dell'area euro per effetto del rallentamento economico e del considerevole sostegno di bilancio, raggiungendo l'8,8 per cento del PIL nel 2020, rispetto allo 0,6 per cento del 2019. "Il rapporto disavanzo/pil - si legge nel bollettino - dovrebbe scendere al 4,9% del Pil nel 2021 e al 3,6% nel 2022. Le misure di bilancio di ampia portata adottate nel corso del 2020 hanno condotto a un corrispondente peggioramento del saldo primario corretto per gli effetti del ciclo, il quale si aggiunge a una componente ciclica negativa che rispecchia il deterioramento della situazione macroeconomica. Ci si attende che il successivo miglioramento sia trainato dalla graduale revoca delle misure di emergenza e da un miglioramento della situazione congiunturale". Un orientamento di bilancio ambizioso e coordinato rimane essenziale alla luce della forte contrazione dell'economia dell'area dell'euro, anche se le misure adottate dovrebbero essere mirate e temporanee. A tal proposito sia il pacchetto sulle tre reti di sicurezza da 540 miliardi di euro approvato dal Consiglio europeo, sia il pacchetto Next Generation EU della Commissione europea, che con la sua dotazione di 750 miliardi di euro potra' sostenere in modo significativo le regioni e i settori maggiormente colpiti dalla pandemia, sono accolti con grande favore.

A partire da marzo 2020, la maggior parte dei governi dell'area dell'euro ha avviato ampi programmi di garanzie pubbliche sui prestiti per preservare l'accesso delle imprese al credito bancari. L'uso delle garanzie pubbliche sui prestiti è variato da paese a paese, con un utilizzo più corposo in Spagna e in Francia, mentre importi inferiori sono stati utilizzati in Italia e in Germania.Le Pmi dei settori più colpiti dalla crisi, fra cui commercio, turismo e trasporti, sembrano aver tratto i maggiori benefici dai sistemi di garanzie pubbliche dei prestiti. È quanto emerge dal Bollettino economico della Bce, secondo cui in Italia, tuttavia, si è registrata una tendenza particolare: mentre l'importo complessivo preso a prestito è relativamente basso, è stato concesso il maggior numero di prestiti garantiti, una circostanza che riflette la predominanza di finanziamenti di importo molto modesto. "Da un punto di vista settoriale, il ricorso ai prestiti garantiti è stato più elevato nei settori maggiormente colpiti dai timori, riguardanti i contatti fisici, legati al Covid-19 e dalle concomitanti politiche di lockdown, che hanno determinato un brusco calo del loro valore aggiunto lordo nella prima metà del 2020, con l'utilizzo maggiore nei settori del commercio, dei trasporti e dei servizi alimentari, seguiti da quello manifatturiero", si legge nel bollettino.

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