Bel rialzo per il prezzo del greggio (WTI +4,27% a 47,35$, Brent a 55,95$ in crescita del 4%), e questo nonostante i dati deludenti in uscita dalla Cina (con il PMI manifatturiero sotto la soglia dei 50 punti, quella che separa uno scenario espansivo da uno di contrazione) che nella prima parte della seduta avevano depresso il mercato, e non solo quello delle materie prime, rinfocolando i timori di un rallentamento globale. La notizia che le esportazioni dalla Arabia Saudita sono calate di mezzo milione di barili al giorno a dicembre e che anche quelle dagli Emirati Arabi si sono ridotte. Per il momento si tratta di cifre preliminari che potrebbero anche riflettere un effettivo calo della domanda (cosa che sarebbe ovviamente negativa) ma che il mercato ha interpretato come una mossa concreta dei produttori Opec a sostegno delle quotazioni. Nelle ultime settimane il legame tra andamento del prezzo del greggio e quotazioni azionarie e' stato stretto, il balzo in avanti del petrolio ha quindi permesso a Wall Street di invertire la rotta dopo un avvio debole, e questo nonostante il balzo in avanti del dollaro, passato contro euro dai quasi 1,15 dell'inizio seduta di mercoledi' ad area 1,1350.

(AM - www.ftaonline.com)