Recuperare con la lotta all'evasione fiscale 7 miliardi di euro. E farlo anche "agevolando, estendendo e potenziando i pagamenti elettronici e riducendo drasticamente i costi di transazione".

E' con questo obiettivo, messo ieri nero su bianco nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza - il documento che farà da cornice alle misure della prossima manovra di bilancio - che il governo rosso-giallo si prepara a varare in vista della finanziaria 2020 una serie di agevolazioni fiscali per chi sceglierà di effettuare pagamenti con strumenti alternativi al contante. 

Tra le ipotesi allo studio più discusse in questi giorni, c'è in particolare quella che riguarda un super bonus fino a 475 euro (il 19% su un importo di complessivo di spesa annuale di 2.500 euro), che dovrebbe essere impiegabile per acquisti con moneta elettronica di beni e servizi in settori ritenuti come a particolare rischio di evasione, da sfruttare ad esempio per piccoli lavori di manutenzione domestica o per riparazioni di veicoli.

Al vaglio dei tecnici del Ministero dell'Economia guidato da Roberto Gualtieri, ci sarebbe inoltre come ulteriore forma di stimolo verso l'abbandono di monete e banconote il cosiddetto cashback: un meccanismo di restituzione del 2-4% delle spese effettuate in forme tracciabili, che dovrebbe essere restituito mese per mese o trimestralmente sull'estratto conto.

Al netto di qualche dubbio sulle coperture -  tenuto conto che, come segnala oggi il Sole 24 Ore, tanto la nuova detrazione quanto il cashback si basavano nelle intenzioni sull'ipotesi di una rimodulazione delle aliquote Iva la quale, tuttavia, ha acceso un duro confronto nella maggioranza del governo - è stato lo stesso premier Giuseppe Conte a fare qualche esempio.