*Bene i petroliferi *con Eni (+0,9%), seguita da Tenaris (+0,4%) e Saipem (+0,5%). Il greggio è stabile a ridosso dei recenti massimi. Il future gennaio sul Brent segna 60,40 $/barile (sui massimi dall'estate 2015), quello dicembre sul WTI 54,00 $/barile (sui massimi da febbraio/marzo).

Fincantieri (+3%) si conferma in ottima forma dopo il +4,63% di ieri. La scorsa settimana in audizione alla Camera l'a.d. Giuseppe Bono ha esaltato l'accordo a tre con le francesi STX e Naval Group: complessivamente si parla di ordini totali per 60 miliardi di euro e 10 miliardi di ricavi all'anno. Il manager ha ricordato che Fincantieri è nella short list per la commessa da 25 miliardi di dollari per 9 fregate della Marina australiana. Possibile anche la partecipazione alla gara canadese da 18 miliardi di euro per 15 navi e a quella per corvette/fregate della Marina brasiliana.

*Buon avvio per Trevi Finanziaria Industriale (+2,7%) *grazie alla indiscrezioni di MF secondo cui sarebbe stato trovato l'accordo con il pool di 30 banche per lo standstill (moratoria) sul debito da 566 milioni di euro. Il gruppo di Cesena ha ora la possibilità di lavorare al piano di ristrutturazione societaria senza la pressione delle scadenze con gli istituti.

IGD (+2,2%) estende il rally di ieri in scia alla corsa agli acquisti sui titoli del settore immobiliare e tocca il massimo da dicembre 2015. Sono state confermate le indiscrezioni di una settimana fa secondo cui le azioni del comparto potrebbero essere inserite, tramite il Ddl Bilancio 2018, nei panieri degli investimenti consentiti ai PIR (Piani Individuali di Risparmio). Il testo ufficiale della manovra è stato depositato ieri al Senato e inizia oggi in aula e in commissione il suo iter.