Borsa italiana positiva in avvio, Mediaset sotto i riflettori. FTSE MIB +0,75%.

*Il FTSE MIB segna +0,75%, il FTSE Italia All-Share +0,77%, il FTSE Italia Mid Cap +0,88%, il FTSE Italia STAR +0,98%.

BTP e spread stabili.* Il rendimento del decennale segna 1,30% (chiusura precedente a 1,30%), lo spread sul Bund segna 162 bp (da 163) (dati MTS).

Mercati azionari europei in progresso: Euro Stoxx 50 +0,6%, FTSE 100 +1,0%, DAX +0,6%, CAC 40 +0,7%, IBEX 35 +0,7%.

Future sugli indici azionari americani positivi: S&P 500 +0,3%, NASDAQ 100 +0,4%, Dow Jones Industrial +0,3%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,16%, NASDAQ Composite -0,24%, Dow Jones Industrial -0,20%.

Mercato azionario giapponese in verde, il Nikkei 225 ha terminato a +0,32%. Borse cinesi contrastate: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a -1,02%, l'Hang Seng di Hong Kong a +0,48%.

*Petroliferi in rialzo: *il greggio si avvicina ai massimi da fine settembre toccati ieri sera. I future gennaio segnano per il Brent 63,70 $/barile (da 64 circa), per il WTI 58,25 $/barile (da 58,60 circa). A Milano Saipem +2,2%, Tenaris +2,4%, Eni +1,2%.

*Bene il risparmio gestito *con FinecoBank +2,7%, Azimut Holding +1,5%, Poste Italiane +0,8%, Banca Mediolanum +1,6%, Anima Holding +1,2%.

*Positivi gli industriali *dopo le parole del presidente cinese Xi Jinping: Pechino vuole un accordo iniziale con gli USA e ha sempre cercato di evitare una guerra commerciale ma non ha esiterà a reagire se necessario. In verde CNH Industrial +2,1%, Prysmian +2,0%, STM +1,6%, Leonardo +1,1%.

*Ottimo avvio di seduta per Mediaset (+3,2%) *che sembra vicina a un accordo con Vivendi sul progetto MediaForEurope (MFE) e sulla discesa dei francesi nel capitale del gruppo di Cologno Monzese. Secondo indiscrezioni di stampa il cda di Mediaset è stato convocato per questa mattina al fine di approvare le modifiche allo statuto di MFE richieste dal Tribunale civile di Milano dopo la sospensione delle delibere per la fusione tra Mediaset e Mediaset Espana chiesta da Vivendi (accolta dal Tribunale di Madrid). L'obiettivo è ottenere un rinvio di qualche giorno dell'udienza fissata per questo pomeriggio dalla giudice Elena Riva Crugnola di Milano. Il rinvio permetterebbe a Mediaset e Vivendi di completare le trattative sulla riduzione della quota dei francesi nel Biscione. Secondo le indiscrezioni Vivendi potrebbe cedere la partecipazione conferita a Simon Fiduciaria (in ottemperanza alla delibera AgCom) pari al 19,2%, parte del 28,8% complessivo in mano ai francesi: questi ultimi manterrebbero quindi una quota del 9,6%. La trattativa verte ovviamente sul prezzo. Secondo una fonte sentita da Reuters, 3,25 euro per azione potrebbe essere il compromesso. Si tratta di una via di mezzo tra il prezzo cui Vivendi ha in carico delle azioni Mediaset (circa 3,70) e il prezzo di recesso (2,77) offerto agli azionisti Mediaset per recedere a seguito dell'operazione MFE. Se la trattativa andasse in porto verrebbe risolto l'aspro contenzioso in essere da quasi tre anni (l'ingresso di Vivendi in Mediaset risale al dicembre 2016) e Berlusconi avrebbe il via libera definitivo alla creazione del polo europeo della tv generalista (coinvolta anche la tedesca Prosieben.sat di cui ha il 15% circa).