Borsa italiana positiva, TIM accelera con dati trim1. FTSE MIB +0,60%.

*Il FTSE MIB segna +0,60%, il FTSE Italia All-Share +0,62%, il FTSE Italia Mid Cap +0,72%, il FTSE Italia STAR +0,92%.

BTP poco mosso*. Il decennale rende il 2,71% (+1 bp rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 279 bp (invariato) (dati MTS).

Mercati azionari europei in verde: Euro Stoxx 50 +0,3%, FTSE 100 +0,4%, DAX +0,5%, CAC 40 +0,1%, IBEX 35 +0,2%.

*Future sugli indici azionari americani positivi: *S&P 500 +0,2%, NASDAQ 100 +0,3%, Dow Jones Industrial +0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,67%, NASDAQ Composite -1,46%, Dow Jones Industrial -0,33%.

Mercato azionario giapponese sotto la parità, il Nikkei 225 ha chiuso a -0,14%. Borse cinesi incerte: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha terminato a +1,35%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,7% circa.

*Ottimo avvio di seduta per Telecom Italia +3,1% grazie ai risultati del primo trimestre *2019 leggermente migliori delle attese. I ricavi calano del 4,6% a 4,471 miliardi di euro (consensus 4,485), l'EBITDA confrontabile è sostanzialmente invariato a 1,792 miliardi (consensus 1,751), l'indebitamento netto scende a 25,08 miliardi (consensus 25,44). Indicazioni positive in Italia nella telefonia fissa, con "un incremento sia dell'ARPU consumer (+9,4% YoY) sia del numero di clienti Fibra, retail e wholesale (circa 6 milioni), con una importante crescita del 58% YoY e del 10% rispetto al quarto trimestre 2018". Confermata da guidance, con aggiornamenti per riflettere gli standard contabili IFRS 9/15/16 e la vista "After Lease".

STMicroelectronics +1,6% tenta una difficoltosa reazione dopo la massiccia flessione accusata ieri (-9,15%) in scia alla debolezza del settore semiconduttori: l'indice SOX, il riferimento per il comparto dei titoli americani, ha lasciato sul terreno il 4,02%. Cresce la tensione USA-Cina dopo i provvedimenti dell'amministrazione Trump contro Huawei. Secondo indiscrezioni di Bloomberg i colossi USA Google, Intel, Qualcomm, Broadcom e la tedesca Infineon hanno sospeso i rapporti con la big dell'elettronica di consumo cinese. Il "bando" USA contro Huawei e le possibili ritorsioni cinesi potrebbero provocare un rallentamento nel settore microchip, per il quale era atteso un recupero nelle seconda parte dell'anno, e avere effetti negativi sulle previsioni di STM recentemente rilasciate (Huawei è tra i primi 10 clienti).