La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana in territorio positivo. L'S&P 500 ha guadagnato lo 0,26% e il Nasdaq Composite lo 0,48%. Poco sopra la parità il Dow Jones (+0,02%) zavorrato da Boeing (-1,89%), ExxonMobil (-1,90%) e Verizon (-1,97%). Sotto i riflettori ancora la guerra commerciale lanciata da Donald Trump contro Pechino. Funzionari cinesi avevano annunciato giovedì che un reciproco annullamento dei dazi era stato concordato nell'ambito dell'accordo di fase uno, ma le fonti di Washington sono state discordi: il Wall Street Journal ha infatti riportato sia di conferme che di smentite all'intesa sulle tariffe commerciali. Reuters ha invece riferito che il tema della cancellazione dei dazi è stato oggetto di "una feroce opposizione interna" alla Casa Bianca.
Tra i titoli in evidenza Walt Disney +3,76%. Il colosso dell'intrattenimento ha comunicato risultati relativi al quarto trimestre dell'esercizio 2019 segnati da profitti netti crollati da 2,32 miliardi, pari a 1,55 dollari per azione, a 1,05 miliardi, e 1,07 dollari. I ricavi sono però rimbalzati del 34% annuo a 19,1 miliardi di dollari. Il consensus di FactSet era invece per 94 centesimi e 19,2 miliardi rispettivamente. La società di Burbank esordirà settimana prossima nell'ormai affollato comparto dello streaming video con la sua piattaforma Disney+ e parallelamente ai risultati ha annunciato di avere siglato accordi di distribuzione con Amazon.com, per portare i suoi contenuti su Fire Tv, ma anche con Samsung Electronics e Lg.
Activision Blizzard -0,46%. Il produttore di videogame ha comunicato risultati relativi al terzo trimestre segnati da profitti netti in declino da 260 milioni di dollari, pari a 34 centesimi per azione, a 204 milioni, e 27 centesimi. Su base rettificata l'eps si è attestato a 38 centesimi, a fronte di ricavi in flessione da 1,51 a 1,28 miliardi di dollari. Gli ordinativi netti (net bookings, metrica non-Gaap utilizzata dalle società del settore e che comprende vendite digitali e fisiche) sono invece scesi da 1,66 a 1,21 miliardi di dollari. Il consensus di FactSet era per 23 centesimi di utile per azione e 1,17 miliardi di ordinativi netti.