Borsa Usa, inizia una settimana delicata, agli investitori servono buoni motivi per andare a caccia dei massimi storici. Gli indici cinesi hanno iniziato male la settimana, con il Shanghai Composite in calo dell'1,70% e il CSI 300 Index in calo del 2,31%. Il South China Morning Post ha riportato che il governo cinese e' soddisfatto dei risultati ottenuti con i recenti stimoli ed intende ora dedicarsi alle riforme. L'agenzia Xinhua, dopo la riunione di venerdi' per valutare l'andamento dell'economia presieduta dal presidente Xi Jinping, ha riportato che i risultati raggiunti hanno permesso di evitare un atterraggio duro dell'economia ma che ora si andra' avanti sulla strada delle riforme piuttosto che insistere sugli stimoli. Questa settimana saranno molti i grossi nomi dello S&P500 che riportano i conti, tra i quali Intel, Facebook (oggi in buona forma), Amazon (analogamente in guadagno dell'1,3% circa), Microsoft (sostanzialmente in parita') e Twitter Inc. (in leggero calo), oltre a Coca-Cola, Starbucks e Ford (tutti e tre in calo). Ad oggi il 15% delle aziende dello S&P500 ha presentato i conti e il 78% di queste hanno battuto le attese in termini di profitti, facendo meglio in termini di superamento delle previsioni, per ora, della media a 5 anni. Solo il 53% delle societa' pero' ha battuto le stime in termini di ricavi, una percentuale inferiore alla media a 5 anni. Un terzo circa delle societa' dello S&P500, piu' di 140, presentera' i conti questa settimana, secondo Refinitiv gli utili dell'intero anno sono attesi in media in calo dello 1,7% su base annua (del 4,2% per il trimestre), si tratterebbe della prima contrazione dal 2016. Il P/E prospettico dello S&P500 e' a 16,8 volte, relativamente alto, alle borse quindi servono buone motivazioni per andare a caccia dei record dello scorso anno, distanti l'1% circa dai prezzi attuali. I mercati come sempre guardano anche alla Fed, ma e' improbabile che se la stagione delle trimestrali dovesse deludere, la banca centrale possa entrare subito in gioco alleggerendo il costo del denaro, a meno di segnali, od oggi assenti, di rallentamento dell'inflazione. I dati usciti lunedi' sono misti, l'indice della Fed di Chicago e' salito a marzo a -0,15 punti da -0,31 punti a febbraio, comunque al di sotto della soglia di zero che divide espansione e correzione, mentre le vendite di case esistenti sono risultate 5,21 milioni di unita' a marzo, un valore leggermente inferiore rispetto alle stime di 5,3 milioni e del 4,9% in calo su febbraio (quando pero' c'era stata una crescita dell'11,2%). Per adesso il Dow e' rimasto all'interno della candela disegnata giovedi', con limiti tra i 26445 e i 26602 punti circa (oggi tra 26459 e 26553 circa), tutto sommato una indicazione di forza visto che i massimi record di ottobre 2018 a 26951,81 restano in vista. Attenzione pero' che l'indice si e' lasciato alle spalle un gap rialzista il 12 aprile con base a 26230 circa, quindi una violazione di 26445 potrebbe comportare discese veloci almeno fino a quei livelli. Oltre 26557 invece possibile un nuovo test di area 26600.