La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo all'indomani del meeting Fed. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,94%, l'S&P 500 lo 0,95% e il Nasdaq Composite lo 0,80%. L'indice delle 500 aziende a maggiore capitalizzazione ha toccato il livello più alto di sempre a 2.958,06 punti.
Mercoledì come previsto il Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) ha lasciato invariati i tassi Usa in un range del 2,25% -2,50% per il quarto meeting di fila. Lo stesso chairman Jerome Powell ha però lasciato aperta la porta per un taglio già nella prossima riunione di 30-31 luglio.
Si attenuano le tensioni commerciali Usa-Cina (lo U.S. Trade Representative Robert Lighthizer ha dichiarato che incontrerà la controparte cinese per proseguire le trattative prima del summit del G20 a Osaka di 28-29 giugno).
Il comparto energetico ha registrato la miglior performance settoriale grazie al balzo del petrolio (Wti +5,38% a 56,65 dollari al barile). Bene anche industriali e tecnologici.
Tra i titoli in evidenza Oracle +8,22%. Il gruppo del software enterprise ha presentato risultati per il quarto trimestre dell'esercizio 2019 migliori rispetto alle attese del mercato e fornito una guidance solida sull'anno fiscale partito a inizio giugno. Nei tre mesi allo scorso 31 maggio, Oracle ha registrato profitti netti in crescita da 3,28 miliardi di dollari, pari a 79 centesimi per azione, a 3,74 miliardi, e 1,07 dollari. Su base rettificata l'eps si è attestato a 1,16 dollari contro gli 1,07 dollari del consensus di Refinitiv. I ricavi sono cresciuti da 11,01 a 11,14 miliardi, contro i 10,93 miliardi del consensus di FactSet. Cloud Services and License Support, principale business di Oracle, ha generato 6,80 miliardi di ricavi, contro i 6,76 miliardi stimati dagli analisti. Il segmento Cloud License and On-Premise License ne ha invece registrati 2,52 miliardi, contro i 2,32 miliardi del consensus di FactSet. La co-chief Executive Safra Catz ha dichiarato di attendersi per l'esercizio 2020 una crescita dei ricavi superiore a quella registrata nell'anno fiscale da poco concluso e un progresso in "doppia cifra" per l'eps (7,6% era invece la stima del consensus di FactSet).