Future Eurostoxx 50 sulla parità dopo i primi scambi. Il future quota 3515 punti in calo dello 0,06%. Principali fattori rialzisti rimangono l'ottimismo sull'imminente arrivo di un vaccino contro il Covid-19 (la Gran Bretagna ha già approvato, non senza polemiche, quello di Pfizer-BioNTech) e il proseguire dei negoziati tra Democratici e Repubblicani per lo sblocco di nuovi aiuti all'economia Usa prima della fine dell'anno e soprattutto prima dell'inizio del mandato del prossimo presidente Joe Biden. A deprimere i corsi sono stati invece soprattutto i deludenti dati sull'occupazione Usa e l'andamento del Covid: i nuovi ingressi in ospedale hanno superato ieri per la prima volta quota 100mila. La stima ADP (National Employment Report) sul mondo del lavoro statunitense ha infatti evidenziato, nel mese di novembre, una crescita di 307 mila nuovi impieghi, da 365 mila unità della rilevazione precedente risultando inferiore alle attese degli addetti ai lavori che si aspettavano un incremento di 410 mila posti di lavoro. A Los Angeles le autorità hanno ordinato ai residenti di non uscire di casa. Le aziende che richiedono la presenza di persone dovranno chiudere l'attività. Poco incoraggiante anche l'andamento delle scorte petrolifere, una misura dell'attività economica. L'EIA (Energy Information Administration) ha comunicato che negli USA alla fine della scorsa settimana le scorte di petrolio hanno fatto segnare un decremento di 0,679 milioni di barili a 488 MBG, a fronte di un calo di 2,358 milioni atteso dagli analisti (settimana precedente: -0,754 milioni di barili) e in linea con il dato della settimana precedente di un calo di 754mila barili (ma a fronte di attese di un aumento di 225mila barili). Nella rilevazione di due settimane fa le cose erano però andate anche peggio, si era infatti registrato un incremento di 769 mila barili, per questo motivo le quotazioni del greggio non hanno risentito negativamente del dato. Sempre a proposito di petrolio prosegue il braccio di ferro tra Arabia Saudita e Emirati Arabi, la prima vorrebbe non fare aumentare la produzione da gennaio, come invece era stato precedentemente stabilito, riparlandone eventualmente a marzo, i secondi vorrebbero invece andara avanti come da accordi aumentando la produzione. Che l'economia non stia tirando come sperato lo conferma anche la Federal Reserve. L'edizione del Beige Book diffusa mercoledì dalla Federal Reserve (Fed), relativa al periodo fino allo scorso 20 novembre, mostra una ripresa tra modesta e moderata per gran parte dei dodici distretti in cui vengono divisi gli Stati Uniti. Quattro di loro, però, hanno evidenziato una crescita lieve o inesistente: i distretti di Philadelphia e tre dei quattro del Midwestern hanno registrato con l'inizio di novembre un rallentamento a causa della nuova impennata nei contagi da Covid-19. Complessivamente l'outlook delle aziende sull'economia rimane positivo anche se l'ottimismo si è affievolito, a causa dei timori per la seconda ondata della pandemia di coronavirus, dell'imposizione di misure restrittive e avvicinandosi la scadenza dei sussidi di disoccupazione e delle moratorie su sfratti e pignoramenti. Come sempre comunque la Fed vigilia e rassicura i mercati. Secondo Jerome Powell è ancora presto per fermare l'acquisto di asset da parte della Federal Reserve (Fed). "Il tempo verrà ma non è adesso", ha sottolineato mercoledì il chairman dell'istituto centrale di Washington nel corso di un'audizione presso la commissione Financial Services dell'House of Representatives (la Camera Usa). In merito alla possibilità che la Fed consideri d'intraprendere passi per iniziare a riportare il suo bilancio su livelli pre-pandemici, Powell ha spiegato che l'istituto "manterrà i tassi bassi e gli strumenti in funzione fino a quando non ci sentiremo di avere superato chiaramente il pericolo che la pandemia rappresenta per l'economia". "Non stiamo prendendo in considerazione la possibilità di ritirare il nostro sostegno all'economia e non lo faremo, fino a quando non ci sentiremo molto sicuri che non sia più necessario", ha aggiunto. "Penso che nei prossimi quattro o sei mesi sapremo molto sui vaccini. Tuttavia il vero problema saranno gli effetti sulle persone il cui lavoro potrebbe essere cambiato o non esserci più. L'economia post-pandemia sarà diversa. Impareremo molto a riguardo nella seconda metà del prossimo anno", ha concluso Powell. In Asia Cina e Giappone procedono a due diverse velocità. L'indice Pmi dei servizi del Giappone, stilato da Markit in collaborazione con Jibun Bank, è salito in novembre a 47,8 punti dai 47,7 punti di ottobre. Il dato, sotto la soglia di 50 punti che separa espansione da contrazione dal dicembre 2019, è stato rivisto al rialzo dai 46,7 punti della lettura preliminare diffusa lo scorso mese. L'indice Pmi dei servizi della Cina, elaborato da Markit/Caixin è invece cresciuto in novembre a 57,8 punti dai 56,8 punti di ottobre, restando per il settimo mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. Il dato si confronta con il calo a 56,6 punti atteso dagli economisti. In Europa c'è una notizia che potrebbe aiutare le borse a mantenere una intonazione positiva: le autorità di controllo hanno deciso di estendere fino al 31 marzo dell'anno prossimo la sospensione temporanea dei requisiti prudenziali nella gestione di crediti difficili, quella secondo la quale in caso di ritardato rimborso di un prestito lo stesso deve essere riclassificato subito per riflettere il peggioramento del profilo di rischio. Il future Eurostoxx 50 si è mosso ieri, come del resto aveva fatto anche nella seduta precedente, all'interno della candela giornaliera disegnata nella giornata del 30 novembre quando le quotazioni avevano oscillato tra i 3474 e i 3536 punti. Questo tipo di comportamento va sotto il nome di "inside day" e caratterizza le fasi di incertezza o di attesa. Per il future Eurostoxx del resto questo è un momento cruciale, i prezzi stanno premendo dal 24 novembre contro la resistenza offerta a 3520 punti dal 78,6% di ritracciamento (percentuale ricavata dalla successione di Fibonacci) del ribasso dal massimo di febbraio ma non riescono a trovare la giusta motivazione per superare l'ostacolo. Una accelerazione oltre area 3520, con rottura della resistenza confermata in chiusura di seduta, permetterebbe al future di puntare al test del lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di marzo, passante a 3950 circa, intraprendendo un percorso che lo porterebbe anche a confrontarsi con i massimi di inizio anno a 3868 punti. Una prima resistenza intermedia si colloca a 3600, una successiva a 3680. Senza una rottura decisa del 78,6% di ritracciamento il future potrebbe avviare una flessione anche marcata. Prime indicazioni in questo senso al di sotto di 3490, base del canale moderatamente crescente disegnato sul grafico intraday dal minimo del 12 novembre. Con la violazione di quel supporto primo target a 3990/3400, poi in area 3330, ultimo sostegno in grado di evitare la ricopertura del gap rialzista del 9 novembre con base in area 3220.

(AM - www.ftaonline.com)