Le principali Borse europee hanno aperto la seduta deboli. L'indice Stoxx 600 cede lo 0,2%, il Dax30 di Francoforte lo 0,15%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%, il Ftse100 di Londra lo 0,15% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,2%. Il deludente dato sulle vendite retail in Usa pubblicato ieri conferma un rallentamento anche per l'economia a stelle e strisce. Sul fronte dei negoziati commerciali, restano da limare dettagli per la conferma dell'intesa parziale, definita di Fase 1, annunciata venerdì. Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, Steven Mnuchin, U.S. Secretary of the Treasury (il ministro del Tesoro Usa), sarebbe fiducioso nel potere siglare l'accordo il prossimo mese anche se finora non ci sono stati inviti ufficiali per una nuova tornata di negoziati commerciali da tenersi in questo caso a Pechino.
Tra i titoli in evidenza Pernod Ricard -2%. Il gruppo delle bevande ha comunicato per il primo trimestre dell'esercizio 2020 vendite in crescita da 2,39 a 2,48 miliardi di euro, marginalmente sotto ai 2,49 miliardi del consensus di FactSet. La crescita a perimetro costante è stata dell'1,3% annuo. Il produttore della vodka Absolut e del cognac Martell ha confermato la guidance per l'intero anno fiscale, atteso a un progresso delle vendite da operazioni ricorrenti compresa tra il 5% e il 7% (il gruppo ha sottolineato di attendersi un significativo impatto sulla performance da parte dei corsi valutari). Pernod Ricard ha parallelamente annunciato un programma di riacquisto di azioni proprie per complessivi 150 milioni, da realizzarsi tra il 18 ottobre e il 18 dicembre prossimi (all'interno del piano di buyback da 1 miliardo anticipato in agosto).
Nestlé -0,2%. Il colosso alimentare ha annunciato per i primi nove mesi del 2019 vendite in aumento del 2,9% annuo a 68,4 miliardi di franchi (62,15 miliardi di euro). A perimetro costante la crescita è stata invece del 3,7% annuo, in linea con il consensus di Bloomberg. Il gruppo svizzero ha parallelamente annunciato l'approvazione da parte del board della restituzione agli investitori di 20 miliardi di franchi (pari a oltre 18 miliardi di euro) tra 2020 e 2022 principalmente attraverso buyback ma anche con lo stacco di cedole straordinarie. Il gruppo ha anche anticipato una ristrutturazione per il business delle acque minerali. Nestlé ha confermato l'outlook per una crescita organica superiore al 3,5% nell'intero esercizio.