Le principali Borse europee hanno aperto la seduta senza grandi variazioni. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,15%, il Cac40 di Parigi lo 0,1%, l'Ibex35 di Madrid lo 0,4%. Piatto l'indice Stoxx 600 mentre il Ftse100 di Londra avanza dello 0,05%. L'ottimismo per la timida ripresa delle attività nei Paesi più colpiti dal coronavirus è controbilanciato dal riaccendersi delle tensioni tra Washington e Pechino (con Donald Trump che continua ad accusare la Cina di avere creato il Covid-19 in laboratorio).
Tra i titoli in evidenza Bmw -3,5%. Il gruppo automobilistico ha comunicato per il primo trimestre 2020 un ebit più raddoppiato a 1,38 miliardi di euro dai 589 milioni del pari periodo dello scorso esercizio. La performance del primo trimestre 2019 era stata però condizionata in negativo da accantonamenti per 1,4 miliardi di euro. La società ha peggiorato in un range compreso tra lo zero e il 3% la stima della marginalità ebit nell'automotive per l'intero 2020, contro il 2% -4% dell'outlook precedente l'impatto sulla vendita di vetture del lockdown deciso per frenare i contagi da Covid-19
Crédit Agricole -0,6%. Il gruppo bancario francese ha comunicato per il primo trimestre 2020 il declino dei profitti netti del 14% annuo a 638 milioni di euro. Nei tre mesi i ricavi sono saliti del 7,1% annuo a 5,20 miliardi. Crédit Agricole ha accantonato nel trimestre 621 milioni di euro a copertura di potenziali perdite sui bad loan, contro i 225 milioni di un anno prima. Il core tier 1 ratio è sceso all'11,4% dal 12,1% della fine del quarto trimestre 2019.
Sul fronte macroeconomico il Dipartimento dell'Economia e della Tecnologia tedesco ha reso noto che a marzo gli ordinativi industriali sono crollati del 15,6% rispetto al mese precedente, risultando anche inferiori alle attese degli analisti fissate su un decremento del 10%. A gennaio gli ordinativi erano cresciuti del 4,8% rispetto al mese precedente, a febbraio dell'1,2% (rivisto da -1,4%). Su base annuale gli ordinativi ricevuti sono diminuiti del 16% rispetto allo stesso periodo del 2019. Si tratta del calo più grande dall'inizio delle serie temporali nel gennaio 1991.

(RV - www.ftaonline.com)