Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo in scia al rinnovato ottimismo per un nuovo piano di stimolo all'economia Usa. L'indice Stoxx 600 guadagna lo 0,2%, il Dax30 di Francoforte lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%, il Ftse100 di Londra lo 0.2% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,4%. A sostenere gli scambi anche alcune brillanti trimestrali societarie.
Tra i titoli in evidenza Nestlé +1%. Il gruppo alimentare ha comunicato per i primi nove mesi del 2020 vendite in calo da 68,37 a 61,91 miliardi di franchi (da 63,74 a 57,71 miliardi di euro), contro i 62,09 miliardi (57,88 miliardi di euro) del consensus diffuso dallo stesso gruppo svizzero. A perimetro costante la crescita è stata comunque del 3,5% annuo (4,9% nel solo terzo trimestre), contro il 2,8% stimato dagli economisti. Il gruppo elvetico, che nei mesi scorsi ha beneficiato soprattutto della domanda di prodotti per la salute e gli animali, ha migliorato da 2% -3% a "intorno al 3%" la guidance sulla crescita organica delle vendite nell'intero esercizio.
Vivendi +1,5%. Il colosso media ha annunciato che intende quotare in Borsa la divisione musicale Universal Music Group nel 2022. Nel terzo trimestre il giro d'affari del gruppo è cresciuto dell'1,3% a 4,022 miliardi di euro (+0,7% a perimetro e cambi costanti).
Ericsson +7%. Il gruppo svedese delle infrastrutture di rete ha comunicato per il terzo trimestre 2020 profitti netti a quota 5,35 miliardi di corone (518 milioni di euro), contro il rosso di 6,23 miliardi (603 milioni di euro) del pari periodo del 2019 e sopra ai 4,15 miliardi (402 milioni di euro) del consensus di FactSet. Le vendite sono salite dello 0,6% annuo a 57,47 miliardi di corone (5,57 miliardi di euro), contro i 57,16 miliardi (5,54 miliardi di euro) attesi dagli analisti.
Sul fronte macroeconomico nel Regno Unito l'Ufficio Nazionale di Statistica (ONS) ha reso noto che l'indice dei prezzi al consumo ha mostrato, nel mese di settembre, una variazione positiva dello 0,4% su base mensile dopo il -0,4% ad agosto e l'incremento dello 0,4% a luglio, risultando però inferiore al consensus (+0,5%). Su base annuale l'inflazione è cresciuta dello 0,5% superiore sia alla rilevazione precedente (+0,2%) che alle attese (+0,4%). L'indice core ha registrato un incremento dell'1,3% rispetto allo stesso periodo del 2019. L'indice dei prezzi al dettaglio (Retail Price Index) ha segnato un incremento dell'1,1% su base annuale risultando inferiore alle attese (+1,2%) ma superiore alla rilevazione precedente (+0,5%).
Nel mese di settembre si è registrata una flessione dello 0,9% su base annua per l'indice dei prezzi alla produzione in uscita, analogamente a quanto rilevato ad agosto (consensus -0,9%). Su base mensile si evidenzia una flessione dello 0,1% dopo l'incremento dello 0,1% della rilevazione precedente (attese -0,1%). I prezzi alla produzione in entrata sono aumentati dell'1,1% su base mensile dopo la flessione dello 0,2% della rilevazione precedente (consensus -0,9%). Su base annuale i prezzi in entrata sono scesi del 3,7% dopo la flessione del 5,8% ad agosto (consensus -5,5%).

(RV - www.ftaonline.com)