Effetto Brexit. Crolla in apertura la Borsa di Milano. L'indice Ftse Mib segna un -2,76% a 17.470 punti.

Tempesta sugli spread dopo la Brexit. Il differenziale tra Btp e Bund è schizzato fino a 191 punti base (dai 130 della chiusura di ieri) per poi ripiegare sotto quota 170 a 165 punti. La corsa ai beni rifugio ha innescato un'ondata di acquisti sui Bund facendo crollare il tasso del 10 anni tedesco al minimo storico di -0,17%. Il rendimento del decennale tedesco è poi risalito a -0,12%. Il divario tra i decennali di Spagna e Germania ha sfiorato i 200 punti base e ora si è ridotto a 173 punti.

Il petrolio accentua il calo dopo il sì alla Brexit. Il barile Wti cede ora il 6,35% sotto 47 dollari mentre il Brent del mare del Nord è in calo del 6,4% a 47,65%.

Restano sotto choc i mercati valutari dopo il voto che ha visto il Regno Unito votare a favore della Brexit. La sterlina resta in calo del 10% sul dollaro a quota 1,33. Si tratta del peggiore risultato da oltre trent'anni. La divisa britannica è in calo di oltre il 6,6% anche sull'euro. Debole anche l'euro che segue in negativo l'uscita dall'Ue di Londra. La moneta unica scende sotto quota 1,10 (1,0984) e a 111,56 contro lo yen, altra moneta rifugio in questi momenti.

Eric Lornegan, Multi-asset Fund Manager, M&G Investments, spiega che la reazione principale è stata sulla sterlina, che è crollata del 10% rispetto al dollaro. C’è stata una comprensibile corsa ai ‘porti sicuri’ tra cui lo Yen e il Franco svizzero.

Non sapremo fino all’apertura di Wall Street, ma le prime indicazioni sul mercato dei Treasuries USA overnight e sui mercati asiatici è che questa sia una questione principalmente inglese ed europea: i rendimenti sul Treasury USA a 10 anni sono caduti di 25 punti base, in modo simile ai movimenti che abbiamo visto a febbraio – una caduta, ma non drammatica - spiega Eric Lornegan -. I mercati Europei e inglese sono in fase di apertura, ma ci aspettiamo che cadano di circa il 5-10%. I titoli di Stato tedeschi avranno un rally ed è probabile un ampliamento degli spread sui titoli di Stato dell’Europa periferica. Il settore finanziario sarà probabilmente il più colpito. Più in generale, è difficile fin d’ora dire l’impatto del voto sulle economie UK ed europea poiché tutto dipende dai termine della relazione che Inghilterra ed Europa negozieranno. Ci vorrà del tempo prima di sapere cosa significhi lasciare la UE – la possibilità di un’elezione generale non può essere messa da aprte, o anche un summit costituzionale della UE per offrire all’Inghilyerra termini alternativi. Ciò che è più importante di dove siamo oggi è dove saremo da qui a mese o da qui a un anno.