Questa prima seduta della settimana è stata segnata da forti tensioni sugli asset italiani che hanno risentito del clima generalizzato di risk-off che ha riguardato anche gli altri mercati.

Piazza Affari ha registrato la peggiore performance in Europa, con il Ftse Mib in ribasso del 2,28%, ma è andata ancora peggio sul fronte obbligazionario.

Lo spread BTP-Bund si è in qualche modo difeso, con un incremento dell'1,6% a 171,6 punti base, mentre i BTP sono stati oggetto di un pesante sell-off.

A fine giornata infatti il rendimento del decennale si è attestato all'1,445%, con un'impennata del 7,92%, dopo aver toccato nell'intraday un massimo all'1,512%.

I tassi del BTP a 10 anni sono volati sui massimi degli ultimi tre mesi, visto che per trovare un valore simile al picco odierno bisogna tornare indietro alla prima metà di agosto, alla vigilia della crisi di Governo che ha portato poi alla nascita del Conte-Bis.

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Sin da questa mattina l'obbligazionario, non solo italiano ma più in generale europeo, ha mostrato un andamento debole, sulla scia della iniziale propensione al rischio alimentata dalle indicazioni migliori delle attese arrivate dall'attività manifatturiera relativa al settore privato in Cina a novembre.

Segnali di ripresa sono arrivati anche dagli indici PMI dell'area euro, dove però l'attività si conferma al momento in contrazione.