Una seduta a due facce quella odierna per lo spread e per i BTP che in mattinata hanno mostrato segnali di negatività, per poi cambiare rotta e risollevarsi nel pomeriggio.

Nella prima parte della seduta lo spread e i BTP hanno mostrato alcune tensioni dopo la diffusione dei deludenti indici PMI preliminari di ottobre in Europa e in attesa del meeting della BCE.

La svolta si è avuta nel pomeriggio in seguito alle dichiarazioni rilasciate da Mario Draghi nella sua ultima riunione del Board in qualità di presidente.

L'Eurotower non ha riservato particolari sorprese e Draghi ha di fatto confermato le indicazioni già fornite al mercato in occasione dei meeting precedenti.

In particolare il presidente uscente ha difeso il quantitative easing, specificando che la BCE ha ancora diverso tempo prima di raggiungere i limiti di acquisto per singolo emittente nell'ambito del suo programma.

Dopo le dichiarazioni di Draghi si sono allentate le tensioni sul fronte obbligazionario e così lo spread BTP-Bund ha chiuso in calo dell'1,47% a 141,1 punti base, dopo aver toccato nell'intraday un massimo a 144,2 basis points.

Bene anche i BTP che hanno visto un ritorno degli acquisti, con il rendimento del decennale sceso del 2,69% all'1,011%.

L'attenzione del mercato è ora rivolta all'appuntamento di domani, quando è atteso il verdetto di Standard & Poor's sul rating dell'Italia.

Non sono da escludere sorprese positive, almeno stando alle indicazioni degli analisti di Citigroup, i quali ritengono possibile un miglioramento della valutazione del merito di credito dell'Italia domani.