Carel Industries in forte ribasso martedì (ma con perdite dimezzate rispetto ai minimi intraday) nonostante dati dei primi nove mesi in netto progresso: i ricavi sono in crescita del 18,9% a/a (+17,9% a cambi costanti), escludendo il contributo delle società Hygromatik e Recupeator la crescita è pari al 6,0% (+5,0% a cambi costanti); l'EBITDA è in crescita del 29,6% a/a con margine sui ricavi al 20,0% dal 18,4 dello stesso periodo del 2018, ma senza le poste non ricorrenti il margine si attesta a 20,3% da 20,9% di un anno fa. Il risultato netto si attesta a 28,3 milioni di euro, +14,1% rispetto ai 24,8 milioni al 30 settembre 2018. Le prospettive per l'esercizio 2019 sono per una crescita dei ricavi "nella fascia media dei valori a una cifra percentuale (mid-single digit) mentre la profittabilità potrebbe essere leggermente inferiore rispetto a quanto registrato nei primi nove mesi dell'anno per effetto della leva operativa". Le quotazioni sono scese a testare un minimo intraday a 12,40 euro per poi risalire in area 13,30, comunque bene al di sotto della chiusura di lunedì a 14,14 euro. Il ribasso, accompagnato da volumi decisamente elevati, può comunque essere ancora considerato solo un episodio correttivo rispetto al rialzo visto dai minimi di luglio di quota 10,42 euro: in area 13,06 transita la media mobile esponenziale a 50 giorni, livello dove si colloca anche il 50% di ritracciamento del rialzo dagli stessi minimi di luglio. Fino a che area 13 conterrà la flessione in chiusura di seduta le attese saranno favorevoli ad un tentativo di avvicinare nuovamente i massimi di novembre a 15,76 euro. Prima resistenza a 14 circa, poi a 14,80. Una chiusura di seduta inferiore ad area 13 euro potrebbe invece anticipare un nuovo test di 12,40, 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di luglio, importante riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci che dovrà essere rispettato per evitare una vera e propria inversione di trend in senso ribassista. Supporto successivo a 11,50 euro.