Io resto a casa. Ma a che prezzo? Il Dl Cura Italia si è dimenticato di loro. Sono gli studenti con casa in affitto lontani da casa. Misure nel decreto non ce ne sono. E anche le Regioni, per il momento, non si muovono.

Tranne una in realtà, ed è la Sicilia. Che ha stanziato fondi per sostenere le spese degli studenti con casa in affitto fuorisede. In tutto sette milioni di euro per aiutare gli universitari siciliani lontani dalla propria famiglia, in Italia o all’estero, come contributo all’alloggio.

Un problema, quello della casa in affitto, che riguarda anche i lavoratori precari che si sono ritrovati disoccupati quasi all’improvviso, dopo lo stop causa coronavirus stabilito dal governo, che di fatto ha bloccato ogni attività. L’unico intervento tangibile, per il momento, è quello del blocco degli sfratti per i prossimi sei mesi, se ne riparla a settembre. Tuttavia, associazioni e sindacati lo dicono all’unanimità: così non è sufficiente.

Casa in affitto, Sicilia: 800 euro ai suoi studenti fuorisede

In Sicilia funzionerà così: quattro milioni sono destinati agli studenti con casa in affitto fuori dall'isola, in totale sono circa 800 euro al mese a patto che i ragazzi abbiano mantenuto la permanenza, nella loro sede, dal 31 gennaio a oggi. Inoltre devono risultare ancora iscritti all’anno accademico in corso (si fa per dire). Infine, i reddito del loro nucleo familiare non può superare i 23mila euro annui. Per chi è residente in Sicilia invece i fondi previsti sono 3 milioni di euro, da richiedere all’Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario, risultando idonei all’agevolazione.

Il bando sarà disponibile entro domani, 15 aprile, sul sito del dipartimento dell'Istruzione e della fomrazione professionale della Regione Sicilia e sugli Ersu regionali.

"Un premio al sacrificio di quei giovani che affrontano la lontananza dalle loro famiglie in un momento così difficile" ha spiegato in un'intervista il governatore della Sicilia Nello Musumeci. 

Casa in affitto, sos studenti fuori sede

Come detto, il governo non ha ancora approvato misure a favore degli studenti fuorisede con casa in affitto, in tutto 500mila ragazzi. Un problema su cui si è spressa anche Stefania Pezzopane del Partito Democratico: "Le lezioni universitarie si tengono online e gli studenti sono quindi tornati nelle loro case e nelle loro famiglie. Ma le famiglie sono ovviamente tenute ad onorare per intero i contratti d'affitto per i figli". 

Il canone d’affitto, è bene ricordarlo, prevede una durata da un minimo di 6 a un massimo di 36 mesi (cauzione solitamente di 3 mesi). Senza dimenticare che gli intestatari del contratto di una casa in affitto, spesso, si sobbarcano anche le spese condominiali e le utenze.

Per fare qualche esempio, a Bologna, una delle città universitarie per eccellenza, sono 45mila gli studenti fuorisede tra collegi e casa in affitto su 75mila iscritti: ebbene, una stanza singola va dai 450 ai 500 euro mentre a Milano spesso si superano i 600 euro al mese. Cifre molto consistenti, che molti studenti continuano a pagare, anche se magari si trovano in quarantena altrove. 

Casa in affitto, studenti fuorisede: le proposte

Ricontrattare il canone della casa in affitto con i proprietari è possibile, ed è anche il consiglio più suggerito dagli espert. Ma non sempre si riesce a trovare un accordo. Molte famiglie, oggi, non lavorano a causa della quarantena per l'epidemia Covid19. E una casa in affitto diventa così l'unica entrata disponibile. L’incertezza insomma, è totale, nonostante le proposte non manchino: dal congelamento del pagamento degli affitti mensili senza sanzioni, spalmando la cifra non corrisposta nei mesi successivi, alla rinegoziazione dei contratti, a patto che i proprietari ricevano detrazioni fiscali. Al momento, come detto, proposte, e basta, a cui si affianca la petizione, quasi 80mila firme, promossa da un gruppo di studenti della Luiss di Roma: “Coronavirus, sospensione canone di locazione per studenti universitari fuorisede”.

Casa in affitto, cosa ha fatto il governo

Gli studenti con casa in affitto fuorisede non sono gli unici a sentirsi “abbandonati”. Non che sia di consolazione, ma è proprio così. Il Decreto Cura Italia prevede il pagamento delle tasse solo sulle cifre realmente incassate dai proprietari, ed è stato inserito il blocco degli sfratti per 6 mesi, con credito d’imposta pari al 60% dell’affitto di marzo. Tuttavia, in questo caso, il provvedimento riguarda soltanto le attività commerciali.

Per Unione Condomini, dei quattro milioni di famiglie che abitano in una casa in affitto da mercato privato sono 200mila che non possono più pagare la quota mensile. Considerato che gli sfratti torneranno d’attualità il 1 settembre, si teme l'intasamento nei tribunali di richieste da parte dei proprietari.

Qualcosa, tuttavia, si sta muovendo. 

Quanti soldi potrebbero arrivare

Quarantasei milioni di euro sono appena entrati nelle casse delle regioni italiane, destinate alla morosità incolpevole. Inoltre, la commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera all’emendamento che accelera la suddivisione tra le regioni dei 60 milioni del Fondo Nazionale per il Sostegno all’affitto, al quale si aggiungeranno i 9,5 milioni del Fondo inquilini morosi incolpevoli del 2020. Proprio in questi giorni i gruppi di maggioranza hanno chiesto sostegno per il contributo affitto nel prossimo decreto legge di aprile, e ulteriori risorse per il sostegno all’affitto per studenti fuorisede. Anche le Regioni chiedono 100 milioni subito, e 450 milioni a seguire per contributi affitto.