*Udienza nelle cause riunite C 54/17 Wind Tre (IT) e C 55/17 Vodafone Italia (IT) (Tutela dei consumatori – Pratiche commerciali aggressive – Servizi non richiesti – Settore delle telecomunicazioni) *

  • *Nel 2012, l'Antitrust italiana (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, AGCM) ha sanzionato Wind e Vodafone per pratiche commerciali scorrette, consistenti nella commercializzazione di carte SIM su cui erano preinstallate alcune funzioni, come la navigazione in Internet o i servizi di segreteria telefonica, i cui costi venivano automaticamente addebitati all'utente, senza che egli venisse informato dell'esistenza di tali servizi o della loro natura onerosa. Per evitare gli addebiti, l'utente doveva disattivare i servizi (meccanismo c.d. di option-out od opt-out).

Le suddette compagnie telefoniche hanno impugnato le sanzioni davanti al TAR Lazio, il quale, con sentenze del 18 febbraio 2013, le ha annullate, ritenendo che la competenza spettasse non all'Antitrust ma all'AGCOM (Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni).
Il TAR ha dato rilievo al fatto che il Codice delle comunicazioni elettroniche tutela i consumatori nello specifico settore delle comunicazioni elettroniche, attribuendo i corrispondenti poteri regolamentari e repressivi all'autorità garante in materia.

Contro le suddette sentenze del TAR, l'Antitrust ha quindi proposto appello davanti al Consiglio di Stato.

Con sentenze del 9 febbraio 2016, il Consiglio di Stato, in Adunanza Plenaria, ha rilevato che la condotta contestata alle compagnie telefoniche integra, quantomeno in astratto, una pratica commerciale considerata "in ogni caso aggressiva" dal codice del consumo.
L'Adunanza Plenaria, modificando un proprio precedente orientamento, ha poi stabilito che la competenza a sanzionare tale pratica aggressiva appartiene esclusivamente all'Antitrust, anche se viene in considerazione il settore delle telecomunicazioni.