Tra i titoli al di fuori del paniere del Ftse Mib oggi sta performando bene Credito Valtellinese che, dopo aver ceduto quasi un punto e mezzo ieri, risale la china nella sessione odierna.

Il titolo negli ultimi minuti viene scambiato a 0,0706 euro, con un rialzo dell'1,58% e oltre 14 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 29 milioni di pezzi.

Credito Valtellinese guadagna terreno dopo che nella serata di ieri l’agenzia di rating DBRS ha alzato di un notch il rating di lungo termine assegnato al gruppo, da "BB" a "BB (high)" e quello relativo ai depositi da "BB (high)" a "BBB (low)", che entra quindi in area investment grade.
L’agenzia ha contestualmente abbassato il trend da "positivo" a "stabile".

Alla base dell’upgrade ci sono gli effetti del piano di derisking intrapreso dal Credito Valtellinese nel corso del 2018, che ha portato l’NPE ratio dal 22% al 11% alla fine dello scorso anno e il CET1 ratio fully loaded al 13,5%, ottenuto tramite l’aumento di capitale da 700 milioni di euro e l’adozione dei modelli interni, elementi che secondo DBRS consentono alla banca di poter accelerare nel processo di derisking.

In base alle stime degli analisti di Equita SIM, assumendo prezzi di vendita molto conservativi sui crediti non performanti, nell'ordine di 0,12 euro, e sugli unlikely to pay, a 0,27 euro, Credito Valtellinese può raggiungere un NPE Ratio del 5%, con un impatto patrimoniale di circa 90 punti base, lasciando quindi il Common Equity Tier1 in posizione di assoluta sicurezza al 12,6%.

La SIM milanese mantiene una view positiva su Credito Valtellinese, ribadendo la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 0,11 euro.