Dax, la revisione delle attese sul Pil pesa sui prezzi. Le stime ufficiali del governo tedesco vedono il Pil 2019 in crescita dell'1% dalla precedente stima di ottobre dell'1,8% e a seguito dell'1,5% di espansione del 2018 e al 2,2% del 2017. Il Ministro dell'Economia Peter Altmaier ha elencato le criticita' del momento, dalla Brexit (il Regno Unito e' al terzo posto, a parimerito con la Cina, dopo gli Usa e la stessa Germania, come mercato di sbocco per le merci tedesche e nel 2017 l'interscambio tra i due paesi ha permesso alla Germania di raggiungere un surpluls superiore ai 48 miliardi di euro) alle tensioni commerciali tra Usa e Cina oltre che l'attuale contesto fiscale a livello globale. Resta comunque in buona salute il mercato del lavoro, con la disoccupazione prevista ancora in discesa al 4,9% dal 5,2% e un numero di occupati superiore ai 45 milioni. Il bilancio federale e' comunque in surplus (dell'1% del Pil) e nel 2019 il rapporto debito/Pil scendera' sotto la soglia del 60%. Anche l'inflazione delude il consensus: l'indice dei prezzi al consumo nei dati preliminari di gennaio è previsto in crescita dell'1,4% su base annuale, dal +1,4% della rilevazione precedente e a fronte di un consensus di +1,6%. Il Dax ha violato a 11225 circa la base del canale crescente che stava contenendo i prezzi dai minimi di fine dicembre. Per adesso comunque il supporto offerto a 11130 circa dalla base del gap rialzista del 25 gennaio ha tenuto, solo la violazione di quei livelli farebbe temere un affondo verso il limite inferiore di un altro gap, quello del 18 gennaio, a 10925 circa. Per poter sperare in un nuovo test dei massimi di venerdi' a 11321 tuttavia le quotazioni dovranno superare a 11250 la linea che scende da quei massimi.