Netta flessione per De' Longhi -9,6% a 22,00 euro dopo la pubblicazione dei dati preliminari del quarto trimestre e dell'intero 2018: l'esercizio si è chiuso con vendite a 2,077 miliardi di euro +5,3% a/a, e a 776 milioni nel trim4 +5,7% a/a, con crescita organica (a cambi costanti ed escluso l'effetto dei derivati di copertura) pari a rispettivamente a 8,3% e 7,1% (quindi in rallentamento nell'ultimo quarto dell'anno). L'a.d. Fabio de' Longhi si è comunque detto molto soddisfatto "per avere raggiunto pienamente i nostri obiettivi di crescita per il 2018". Anche per il 2019 il contesto di mercato si presenta "complesso".

I dati sono sotto le attese degli analisti e alcuni broker hanno peggiorato le valutazioni. Berenberg ha ridotto il target da 31,00 a 28,00 euro, Equita da 28,50 a 26,80 (raccomandazione hold confermata). Banca Akros è la più dura con raccomandazione peggiorata da neutral a reduce e target tagliato da 26,00 a 21,00 euro: il broker milanese ha abbassato del 7% le stime di utile per azione per il 2018 e il 2019, citando gli alti sconti che il gruppo ha dovuto praticare per fronteggiare un mercato difficile.

Con il ribasso odierno il quadro grafico di breve termine di De' Longhi peggiora sensibilmente. Il titolo sta annullando buona parte di quanto guadagnato con il rally originato dal minimo del 20 dicembre a 20,70 euro. Una chiusura di seduta inferiore a 22,30/22,40 preannuncerebbe l'inversione di tendenza e il probabile test dei citati 20,70, supporto decisivo per scongiurare un affondo verso 18,50/19,00, minimi del 2016. Concreti segnali positivi solo con il ritorno oltre 24,00, prologo a un attacco al recente massimo a 25,04.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)