DiaSorin (+7,5% a 127 euro) ha annunciato stamattina di aver completato presso il Policlinico San Matteo di Pavia gli studi necessari al lancio di un nuovo test sierologico ad alto volume di processamento per rilevare la presenza di anticorpi nei pazienti infettati dal SARS-CoV-2. Il test è stato studiato per rispondere all'esigenza di individuare nella popolazione i soggetti che sono già stati infettati dal virus (e che hanno sviluppato una risposta immunitaria), la cui diagnosi non sia stata effettuata attraverso l'esecuzione di un tampone e di un test di diagnostica molecolare.

*Il punto di forza del test sembra essere la quantità/rapidità di campioni processabili: *ben 170 ogni ora con un livello minimo di intervento richiesto agli operatori del laboratorio. Il test potrà essere eseguito sulla piattaforma LIAISON® XL di cui sono installate circa 5 mila unità nel mondo e oltre 500 in Italia: ipotizzando un utilizzo 24 ore su 24, il numero di campioni di sieri di pazienti processabili al giorno nel nostro Paese ammonta a oltre 2 milioni.

L'analisi del grafico di DiaSorin mette in evidenza il recupero originato dal minimo del 9 marzo a 95,30 euro e il balzo del 20 marzo con nuovo massimo storico a 130,00. Il titolo nelle ultime sedute ha consolidato le posizioni in attesa dello spunto capace di generare un attacco a quota 130: conferme in tal senso al superamento di 121. Oltre 130 verrebbe riattivata la tendenza ascendente di lungo periodo verso 150 almeno. Discese sotto 112 favorirebbero invece un test del minimo del 27 marzo a 106,30, supporto decisivo per scongiurare il rischio di ritorno sui 95,30.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)