Dollaro pronto alla resa? Che la Fed andra' a tagliare i tassi a fine luglio ormai e' dato per scontato, l'incertezza riguarda l'entita' dell'intervento, 0,25% o 0,50%?. Il Dollar index ormai da alcuni mesi si e' messo in laterale, perdendo la spinta rialzista vista nel 2018 che gli aveva permesso di passare da area 88,25 a 98,35 circa. Se i prezzi ancora non si sono buttati al ribasso, per adeguarsi al volta faccia della Fed, prima falco e ora colomba, e' perche' anche le altre banche centrali, Bce in testa, hanno fatto capire che non rimarranno ferme di fronte al rischio di un rallentamento dell'economia (e ad un dollaro debole che regalerebbe un vantaggio competitivo agli USA). A giugno il Dollar index e' sceso sotto la media esponenziale a 200 giorni, supporto dinamico testato a piu' riprese da gennaio, per poi tornare al di sopra di questo riferimento, ora a 96,55 circa. Una nuova discesa sotto la media sarebbe difficile da ignorare, anche perche' la media coincide con la trend line rialzista disegnata dai minimi di febbraio 2018. Primo supporto a 95,75, base della fase laterale che contiene le oscillazioni dell'indice dal top di novembre 2018. Sotto quei livelli il target si sposterebbe a 93,50 circa, proiezione della ampiezza della fase laterale dal punto di rottura della sua base. Oltre 97,50 verrebbe segnalato un allentamento delle tensioni ribassiste, possibile il test del lato alto della fase laterale, a 98,75 circa.

(AM - www.ftaonline.com)