Il vicepresidente della Commissione Europea Valdis *Dombrovskis *ha rimesso ieri in campo il Patto di Stabilità e crescita che l'attuale pandemia ha fatto sospendere. In autunno dovrebbero esserci le prime valutazioni in materia ed entro la prossima primavera 2021 la Commissione dovrebbe offrire i primi chiarimenti sul nuovo quadro delle norme che vincolano i bilanci europei a specifici obiettivi e parametri. Era senz'altro inevitabile che il convitato di pietra delle prerogative UE sui bilanci nazionali riemergesse in vista di un *accordo atteso sul Recovery Fund *che dovrebbe rivoluzionare il bilancio europeo dei prossimi sette anni almeno.

Appare assai meno scontata la tempistica *di questa riproposizione, almeno che non la si inserisca nel contesto delle trattative con i "frugali" sul Recovery Fund che, come noto, il 17 e 18 luglio vedranno un passaggio decisivo al *Consiglio Europeo.

D'altronde il leader dei frugali *Mark Rutte *ha ribadito al Corriere della Sera (per l'esattezza al suo "Sette") che la trattativa sarà dura, che l'Italia dovrà imparare a farcela da sola e che secondo lui gli aiuti UE dovrebbero essere soltanto sotto forma di prestiti e non sotto forma anche di sussidi. Una posizione chiara da tempo che passa anche per la volontà di applicare il maniera rigorosa il Patto di Stabilità. Quest'ultimo non è un nodo da poco, visto che sempre più osservatori ritengono che l'obiettivo del 60% di debito/Pil rischi di suonare insensato in un'Europa che l'anno prossimo sarà quasi totalmente ben sopra questa soglia.

Un altro obiettivo assai importante e collegato sarebbe quello degli obiettivi della stessa Commissione che per l'Olanda imporrebbero l'abbandono della "politica fiscale aggressiva" del passato e quindi del suo status di 'semi-paradiso fiscale' che inevitabilmente in ogni discussione sull'assetto regolamentare europeo dovrebbe avere un peso non meno inferiore.

Di certo il confronto sulla tardiva reazione fiscale europea appare ancora molto serrato e intanto i mesi passano e le parole si accumulano.
Se va bene il Recovery Fund *interverrà l'anno prossimo, a quasi un anno di distanza dallo scoppio della crisi, lo *SURE *forse darà un po' di risorse a settembre, il *MES è suggerito da tutti e adottato da nessuno (un motivo ci sarà, fosse anche la paura dello stigma, viviamo in tempi finanziari e non possiamo far finta che non sia così), la *BEI *ha i suoi tempi.

C'è solo da sperare che questa pomposa reazione europea, per ora del tutto limitata, in concreto, all'azione della Bce, alla *sospensione del Patto di Stabilità *e ai *via libera Antitrust *(un po' come dire "reagite almeno voi Stati") non diventi troppo simile a una commedia di Samuel Beckett.

(GD - www.ftaonline.com)