doValue (+3,9% a 8,44 euro) accelera sul mercato degli NPL in Grecia: siglato un Memorandum of Understanding con Bain Capital Credit per la gestione in esclusiva di un portafoglio di crediti deteriorati nel Paese ellenico per un valore complessivo di circa 2,6 miliardi di euro. Nel comunicato si legge che Il portafoglio, denominato "Project Icon", è stato originato da National Bank of Greece ed è composto principalmente da crediti secured Large Corporate, SME e Small Business, provenienti da oltre 1.500 debitori distribuiti in tutto il territorio greco. L'operazione permette a doValue di portare a oltre 3,3 miliardi di euro il totale dei nuovi mandati di gestione a essa affidati nel 2020 e di superare l'obiettivo di 1-2 miliardi per anno di nuovi mandati sul mercato greco fissato dal Business Plan.

Si conferma dunque promettente il business del servicing nell'Europa meridionale nonostante gli effetti negativi dell'emergenza coronavirus. Da segnalare che Bain Capital Credit Member da aprile è secondo maggiore azionista di doValue con il 10% (Softbank ha il 26,8%, Jupiter terzo con il 7,7%): l'operazione Project Icon è il primo prodotto di una partnership che dovrebbe riservare ulteriori opportunità. Bain Capital Credit è infatti uno dei principali investitori internazionali specializzati nel settore dei crediti con assets under management (AUM) pari a 39,7 miliardi di dollari.

L'analisi del grafico di doValue mette in evidenza il recupero in essere da fine marzo, movimento che ha portato il titolo a contatto con l'ex supporto a 8,50-8,60 euro. Una stabilizzazione oltre questo ostacolo creerebbe le condizioni per un allungo verso area 9,60, altro ex supporto ora resistenza determinante nel medio periodo: il superamento della stessa permetterebbe ai prezzi di ambire al ritorno sui 12,90 toccati a febbraio. L'incapacità di superare 8,50-8,60, se seguita da discese sotto 7,50, anticiperebbe invece un test di 6,40-6,50 dove si concentrano il minimo del 15 giugno e la base del canale che conduce il recupero partito a marzo: l'eventuale violazione di questi riferimenti preluderebbe al ritorno sui minimi a 4,85 (conferme definitive in tal senso sotto 5,00-5,10).

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)