Dow Jones non sfonda la resistenza dei 24000 punti. Il Dow ha lottato per tutta la seduta di venerdi' con la resistenza offerta a 24000 dal 50% di ritracciamento del ribasso dai massimi di febbraio. Non basta il +1,22% di saldo finale per inviare quel segnale di forza che servirebbe a fare chiarezza sull'immediato futuro dell'indice: come noto il 50% di ritracciamento di un movimento e' un importante spartiacque, quando questo viene superato diventa molto piu' facile, anche se non scontato, il proseguimento della correzione (in questo caso il rimbalzo visto dal 23 marzo). Senza la rottura di questa soglia rimane invece elevato il dubbio che la correzione sia destinata a dimostrarsi solo un rimbalzo temporaneo. La presenza del testa spalle rialzista disegnato dai minimi del 12 marzo, completato il 6 aprile con la rottura della linea che sul grafico intraday unisce i massimi del 13 e del 26 marzo e' un elemento che sostiene l'ipotesi che alla fine la resistenza di area 24000 possa venire superata, meglio comunque non anticipare i segnali ed attendere conferme positive prima di sbilanciarsi ancora al rialzo. Nel novero dei motivi di prudenza c'e' da considerare anche l'andamento del prezzo del greggio, in calo (future crude oil -7,6% a 23,2$ circa) nonostante l'accordo di massima raggiunto per una riduzione dell'output di 10 milioni di barili al giorno per due mesi. Il segretario generale Opec ha evidenziato che a causa della pandemia di Covid-19 c'e' una contrazione della domanda di 6,8 milioni di barili al giorno, con il solo secondo trimestre vicino ai 12 milioni di barili al giorno. Per il segretario Mohammad Barkindo ha parlato di situazione senza precedenti e di fondamentali della domanda e dell'offerta terrificanti, al di la' di quanto visto in precedenza.

(AM - www.ftaonline.com)