La seduta odierna non ha lasciato scampo neanche ad Enel che, malgrado il suo carattere difensivo, è stata colpita da forti vendite.

Il titolo, dopo aver ceduto ieri mezzo punto, oggi ha subito un ribasso ben più pesante, fermandosi sui minimi intraday a 6,669 euro, con una flessione del 2,17% e volumi di scambio elevati, visto che a fine giornata sono transitate sul mercato oltre 31 milioni di azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 28 milioni di pezzi.

Enel non ha trovato alcun sostegno nelle indiscrezioni riportate da Milano Finanza, secondo cui la controllata Endesa potrebbe essere interessata ad acquisire il controllo degli assets renewables di ACS, riuniti nella società Zero-E.

ACS racchiude 1100MW di solare, 400 MW di eolico, 150 MW di solare termico e 20 MW di Hydro, più una pipeline di 8200 MW di sviluppi nei prossimi anni con progetti in tutto il mondo. La valorizzazione degli assets potrebbe aggirarsi intorno ai 2 miliardi di euro.

Per gli analisti di Equita SIM, l’operazione, da valutare alla luce della valorizzazione finale e della percentuale di controllo, rientra nelle corde di Enel e di Endesa, e seguirebbe la decisione della controllata spagnola di chiudere la produzione delle centrali a carbone nei prossimi anni.

In corsa per l’acquisizione degli assets ci sono anche fondi di private equity e fondi pensione, segnalando che le offerte vincolanti dovrebbero arrivare nelle prossime settimane.

In attesa di novità Equita SIM non cambia idea su Enel e ribadisce la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 7 euro.