La chiusura positiva di oggi a Piazza Affari non è stata di alcun aiuto per ENI che, pur difendendosi meglio degli altri protagonisti del settore oil, non ha evitato una chiusura con il segno meno.

Il titolo ha vissuto una seduta speculare a quella di ieri e dopo aver guadagnato poco più dell'1% in avvio di ottava, oggi è sceso dello 0,91% a 12,91 euro.

Vivaci i volumi di scambio visto che a fine sessione sono transitate sul mercato oltre 14 milioni di azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 11,5 milioni di pezzi.

A condizionare la seduta odierna di ENI è stato il ribasso del petrolio che al momento viaggia a 51,65 dollari, con una flessione dell'1,24%.

Il titolo non ha trovato inoltre sostegno nelle conferme bullish, arrivate dopo l'annuncio di ieri relativo alla nuova scoperta di greggio nel prospetto esplorativo denominato Saasken, situato nelle acque medio profonde del Blocco 10 nell’offshore messicano. Secondo ENI la nuova scoperta può contenere tra 200 e 300 milioni di olio in posto.

La scoperta ha un potenziale sviluppo commerciale in quanto vicina ad altri prospetti che potranno essere sviluppati attraverso un unico hub.

La joint-venture del Blocco 10 è composta da ENI (operatore, 65% di interesse), Lukoil (20%) e Capricorn (15%).

Gli analisti di Equita SIM ritengono che la scoperta, se confermata dal punto di vista commerciale, abbia un potenziale valore in un range di 100-230 milioni di dollari.

In attesa di ulteriori indicazioni la SIM milanese mantiene una view bullish su ENI, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 16 euro.

Lo stesso rating è stato ribadito oggi da Banca Akros, con un target price a 18,5 euro, entrambi confermati dopo l'annuncio relativo alla nuova scoperta.