Un'altra seduta da dimenticare per ENI che oggi viene investito da una pioggia di vendite, accusando la peggiore performance nel settore di riferimento e occupando una delle ultime posizioni nel paniere del Ftse Mib.

Il titolo negli ultimi minuti passa fi mano a 11,39 euro, con un affondo del 3,13% e oltre 15 milioni di azioni scambiate, già al di sopra della media degli ultimi 30 giorni pari a circa 12,7 milioni di pezzi.

ENI viene colpito dalle vendite in primis per la negatività del mercato e in secondo luogo per l'ulteriore ribasso del petrolio.

Il titolo non trova alcun sostegno nei conti del quarto trimestre e dell'intero 2019, accompagnati dalla presentazione di due piani: uno strategico di lungo termine al 2020 e un piano di azione 2020-2023.

Non fa notizia neanche l'indicazione, peraltro attesa, della conferma relativa alla politica di remunerazione degli azionisti.

ENI a valutare sull'esercizio 2019 prevede un dividendo di 0,89 euro, in rialzo del 3,5% rispetto a quello distribuito lo scorso anno, pari a 0,86 euro.

La società ha ricordato che a settembre scorso è stato già distribuito un acconto di 0,43 euro sul dividendo 2020, mentre il saldo di 0,43 euro sarà staccato il prossimo 18 maggio, con pagamento il 20 maggio.

Sulla base dei valori attuali, il dividendo complessivo di ENI offre un rendimento molto allettante del 7,84%, mentre solo il saldo garantisce uno yield del 3,78%.