L'ultima seduta della settimana si è chiusa in lieve rialzo per ENI che ha provato a reagire dopo il calo delle de giornate precedenti, salendo in controtendenza rispetto al Ftse Mib.

Il titolo si è fermato a 13,78 euro, con un progresso dello 0,26% e oltre 10 milioni di azioni scambiate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 12,8 milioni di pezzi.

Ad occuparsi di ENI oggi sono stati gli analisti di Equita SIM che si sono soffermati sull'intervista rilasciate al Sole 24 Ore dall'AD del gruppo, Claudio Descalzi.

Gli esperti segnalano in particolare tre aspetti, il primo dei quali è che ENI esclude acquisizioni nel breve periodo dopo l'operazione in Norvegia.

Il secondo riguarda la conferma della partecipazione all'asta in Qatar per lo sviluppo del più grande campo di gas al mondo.

Infine, il terzo aspetto è relativo all'accelerazione nei programmi di sviluppo delle nuove attività nelle energie rinnovabili e nell’economia circolare per chimica e raffinazione.

Nei prossimi anni ENI intenderebbe espandere l’attività dove ha tecnologie affermate e ridurre l’impatto carbonico.

Gli analisti di Equita SIM ritengono che questa strada permetta ad ENI di diversificare la propria attività e ridurre la dipendenza da una singola fonte energetica o di prodotto, oltre che a ridurre i costi legati agli impatti ambientali della propria attività core.

La SIM milanese evidenzia che molti dei commenti presenti nell’intervista sono delle conferme della strategia impostata con il piano industriale presentato a marzo e la volontà di proseguire nei prossimi anni su quel percorso.