La reazione di Eur/Usd si è scontrata con ostacoli a 1,1080, pari al 50% di retracement del ribasso in atto dai top di febbraio e media mobile a 100 giorni. Il bazooka da 2.000 miliardi di dollari della Fed ha ridato fiato alla moneta unica, senza però conferire lo slancio necessario per riportare il cambio sopra 1,11. L'incapacità di superare questo ostacolo potrebbe favorire nuovi ripiegamenti diretti verso i minimi di marzo. Segnali in questo senso giungerebbero alla violazione di 1,088, circostanza che alimenterebbe un'accelerazione ribassista anche sotto i supporti presenti in area 1,07 verso 1,050/1,056, su livelli che non si vedono da oltre tre anni.

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