Ieri, al termine dell'Eurogruppo su una risposta comune UE, il presidente del consesso dei ministri finanziari *Mario Centeno *ha annunciato: "Buona sera, da Lisbona. Oggi abbiamo risposto alla chiamata dei nostri cittadini per un'Europa che protegge. Questo ha richiesto 16 ore e mezzo di meeting e molte altre di preparazione, ma lo abbiamo fatto. I riunito oggi l'Eurogruppo, insieme ai ministri finanziari europei di Paesi esterni all'Eurozona per concludere il nostro lavoro a una risposta economica completa alla crisi del Covid-19. Ho anche inviato una lettera al presidente del Consiglio Europeo riflettendo su tutte le proposte che sono state fatte e che hanno informato il nostro accordo odierno.

Questa risposta contiene proposte forte e ambiziose che sarebbero state impensabili soltanto poche settimane fa. Possiamo ricordare tutti la risposta alla crisi finanziaria dell'ultima decade last quando l'Europa fece troppo poco e troppo tardi. Questa volta è diverso.Abbiamo già visto un rapido, coordinato, massiccio impulso dalle autorità di stimolo monetario e fiscale e dai regolatori. Quasi il 3% del Pil di misure fiscali, flessibilità rafforzata, addizionali schemi di liquidità per il 16% del GDP. Ogni volta che ci siamo incontrati i numeri sono cresciuti. Se combiniamo queste cifre dovremo cominciare a parlare di trilioni di euro.

La prima linea di difesa è stata nazionale, ora stiamo costruendo soluzioni europee, anche in tempi da record, perché noi verremo fuori da questa crisi soltanto come europei. Mentre la crisi procedeva la nostra capacità di risposta nazionale si differenziava, non siamo tutti allo stesso punto, a dispetto della flessibilità. Potrebbe peggiorare molto. Ecco perché la solidarietà è necessaria se vogliamo bloccare una profonda frammentazione dell'Eurozona.Oggi ci siamo confrontati con questo rischio.

Voglio evidenziare *tre reti di sicurezza *che stiamo ponendo insieme – una per i lavoratori, una per le imprese e un'altra per i Paesi.Lasciatemi innanzitutto parlare dei lavoratori e degli autonomi. Abbiamo creato 13 milioni di posti di lavoro dall'ultima crisi – questo ha chiesto molti anni di duro lavoro. Molti sono stati distrutti in poche settimane. Abbiamo bisogno di un'ulteriore schema di protezione europea per assicurare che non se ne perdano molti di più in futuro. Attualmente, possiamo solamente affidarci alle reti di sicurezza che sono in campo in ogni stato membro. Queste prendono diverse forme -schemi di supporti di breve termine, assegni di disoccupazione e molti altri sistemi. Ma queste reti di sicurezza stanno affrontando una pressione senza precedenti in alcune parti della nostra Unione.

Ecco perché è benvenuta la creazione di uno strumento temporaneo europeo a supporto delle reti di sicurezza nazionale in questa crisi – quel che la Commissione ha chiamato 'SURE'. Questo metterà insieme in uno sforzo collettivo finanziario nazionale ed europeo capace di canalizzare fino a 100 miliardi di euro per i sistemi nazionali che affrontano le maggiori pressioni. Questo sarà ora portato avanti e affinato nel processo legislativo.

La *seconda rete di sicurezza *è per le imprese in difficoltà, in particolare le PMI. Nel mondo, i viaggi sono stati tagliati, la vita quotidiana è stata messa in stand-by e i lavoratori sono rimasti a casa. Questo potrebbe fermare la trasmissione del virus, ma ferma anche la trasmissione di molti beni e servizi. Dall'inizio, abbiamo messo insieme schemi nazionali per tenere in piedi le imprese, la liquidità di cui bisognano per superare questo difficile periodo. E a livello europeo, le regole sugli aiuti di stato sono state corrette.Ma alcuni schemi nazionali sono più avanzati di altri e sostenuti da maggiore potenza finanziaria. Il nostro mercato unico ha bisogno di un campo equo di competizione e i Leader ci hanno chiesto come sviluppare le azioni della BEI. Ecco perché oggi abbiamo approvato l'iniziativa della BEI di creare uno scudo paneuropeo che punta a garantire 200 miliardi di euro di finanziamenti con un focus sulle PMI. Ancora, questo schema è basato sulla nostra potenza finanziaria collettiva a livello nazionale ed europeo. Perché siamo più forti insieme. E' una rete di sicurezza per le imprese.

Infine la rete di sicurezza per gli Stati membri. Oggi abbiamo approvato l'insediamento di un Pandemic Crisis Support del 2% del Pil di ogni Stato membro. E' prossimo a € 240 mld. E' un importante strumento per tutti i paesi dell'Eurozona in tempo di crisi. Sarà disponibile per tutti gli stati membri del MES, in termini standardizzati, sulla base di una valutazione facciale (up-front) da parte delle istituzioni UE.Ogni Paese dell'Eurozona che richieda questo supporto sarà soggetto alle piattaforme europee di coordinazione e sorveglianza economica e fiscale. Il solo requisito di accesso alla linea di credito sarà l'impiego a supporto del finanziamento diretto e indiretto della sanità, cura e prevenzione per i costi dovuti al COVID 19.Devo aggiungere che, a mio parere, come Presidente, la media dei Paesi dell'Eurozona colpita dal COVID-19 dovrebbe essere in grado di identificare spese direttamente e indirettamente collegate a sanità, cura e prevenzione ammontanti al 2% del Pil.Questo accordo mostra che abbiamo volontà e flessibilità politica per l'impiego degli strumenti creati nell'ultima crisi – in questo caso il MES – e per renderli rilevanti e appropriati alla crisi attuale. Vorremmo rendere questo Pandemic Crisis Support operativo in due settimane.

Queste le tre reti di sicurezza UE di cui ho voluto parlare oggi. Mettono in campo risorse per circa mezzo trilione di euro: un passo decisivo nella coordinazione della nostra Unione. Questo piano di emergenza difenderà la nostra costruzione economica e sociale, mentre scivoliamo in recessione.Mentre si ridurrà la crisi sanitaria, avremo bisogno di nutrire la ripresa economica.

E' imperativo che cresciamo assieme e non separatamente e che proteggiamo il mercato interno nel farlo.Adesso è il momento giusto per avviare la discussione. Il piano di leader lungimiranti per la pace prima della battaglia è sul tavolo ecco perché oggi abbiamo discusso i prossimi passi.Il *prossimo budget UE *sarà una componente chiave di questa strategia.

Ma oggi abbiamo anche lavorato a un Piano di Ripresa, che potrebbe accelerare gli investimenti UE di cui abbiamo bisogno per costruire un'economia migliore, più verde, più resiliente e più digitale.Come le tre reti di sicurezza, questo fondo metterà insieme la nostra forza finanziaria per accelerare gli investimenti di cui abbisogniamo. Questo fondo sarebbe temporaneo, mirato commisurato ai costi straordinari dell'attuale crisi per aiutare a distribuirli nel tempo con un appropriato finanziamento. Soggette alla guidance dei Leader, le discussioni sugli aspetti legali, pratici e finanziari prepareranno il campo per una decisione.

Alcuni stati membri hanno espresso la view che questo debba essere ottenuto tramite un'emissione comune di debito; altri stati membri hanno dichiarato che è necessario trovare mezzi alternativi di finanziamento.

Lasciatemi riassumere. Oggi abbiamo concordato tre reti di sicurezza e un piano di Ripresa per assicurare che cresciamo assieme e non isolatamente una volta che il virus sia alle spalle. io riporterò ai Leader i nostri risultati.Tutte queste cose sono basate sulla nostra forza finanziaria collettiva e la nostra solidarietà europea. I numeri e la qualità delle proposte che portiamo al Consiglio europeo rivela che di fronte a una terribile minaccia alle nostre vite e istituzioni siamo pronti a seppellire le nostre differenze.

Alla fine della giornata, o forse dovrei dire alla fine di questo terzo giorno di lavoro, ciò che conta è che ci siamo alzati di fronte a questa sfida - i nostri cittadini aspettano e non meritano niente di meno.

(GD - www.ftaonline.com)