A dispetto della chiusura positiva di Piazza Affari, anche la seduta odierna non ha riservato nulla di buono per Fca, sceso in controtendenza rispetto al Ftse Mib.

Il titolo ha archiviato oggi la quinta giornata consecutiva in calo e, dopo aver chiuso quella di ieri con un affondo di quasi il 4%, si è fermato oggi a 12,952 euro, con un calo dell'1,01% e oltre 9,3 milioni di azioni scambiate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 10,5 milioni di pezzi.

Fca oggi è sceso sotto la soglia dei 13 euro, riportandosi sui minimi di fine marzo, con una maggiore debolezza rispetto all'indice di riferimento.

All'origine delle vendite accusate dal titolo nelle ultime sedute ci sono i rinnovati timori relativi alle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, tornate in primo piano dopo le minacce annunciate lo scorso week-end da Trump.

Quest'oggi è entrato in vigore l'aumento dei dazi Usa dal 10% al 25% su 200 miliardi di dollari di beni prodotto in Cina.

Nei giorni scorsi Trump ha inoltre affermato che potrebbero essere imposte ulteriori tariffe al 25% per 325 miliardi di dollari.

Fca continua così a pagare pegno ancor più di altri titoli del settore industriale, alle preoccupazioni legate agli sviluppi sui rapporti tra Cina e Usa.

Il titolo non ha trovato alcun sostegno nelle ultime indicazioni di Trump, il quale ha affermato che un accordo con il Paese asiatico è ancora possibile, dopo la "bellissima lettera" ricevuta dal presidente cinese, XI Jinping.