*Bel progresso ieri per Salvatore Ferragamo *(+5,65%, oggi in avvio -1,3% a 13,47 euro), con riattivazione del rally partito giovedì scorso dopo la pausa fisiologica delle ultime sedute. Il titolo era scattato in avanti grazie all'annuncio del varo del nuovo assetto di governance. In pratica la famiglia fiorentina fa un passo indietro, con "i poteri esecutivi in precedenza esercitati dal Presidente Ferruccio Ferragamo" conferiti a Michele Norsa nominato Vice Presidente Esecutivo. Norsa è stato a.d. della società dal 2006 al 2016 e secondo alcuni analisti il suo ritorno potrebbe preludere a un passaggio di proprietà (di cui peraltro si vocifera da tempo): il manager è infatti "industrial partner" del Fondo Strategico Italiano. Quest'ultimo nel luglio 2018 ha acquisito il 41,2% di Missoni (dove Norsa è vice presidente) e pare verosimile che possa mettere a segno una nuova operazione nel settore lusso.

Dopo la chiusura del mercato il FTSE Italia Index Series Technical Committee ha deciso che a partire dal 22 giugno Salvatore Ferragamo e BPER Banca usciranno dal paniere dell'indice FTSE MIB: il loro posto verrà preso da Interpump e Inwit. Possibile che la notizia dell'uscita dalla lista delle "blue chip" possa penalizzare il titolo.

Salvatore Ferragamo ha superato ieri il recente massimo a 13,19 euro, lanciandosi verso il top del 24 marzo a 14,27: una vittoria su questo ultimo riferimento decreterebbe il completamento del potenziale doppio minimo in formazione da metà marzo, figura rialzista capace di proiettare i prezzi sul picco di inizio anno a 19,52: conferme definitive in tal senso oltre l'ex supporto a 15,80. Segnali di debolezza alla violazione di 11,40, prologo a un approfondimento verso 9,50-10,00.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)